Scienza

Un polmone artificiale per aiutare i bambini prematuri

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I bambini nati prematuri, spesso, non riescono a sopravvivere poiché i polmoni non sono completamente formati e, di conseguenza, non riescono a respirare da soli ed assorbire la quantità di ossigeno necessaria alla sopravvivenza. Prima della nascita, la funzione respiratoria viene espletata dalla placenta, ed è proprio grazie a questo assunto che molti medici e scienziati si sono prodigati per ricercare una soluzione in tal senso.

Un gruppo di ricerca internazionale, guidato dagli esperti della McMaster University, è stato in grado di realizzare un polmone artificiale in grado di aiutare i neonati nati prematuri con difficoltà respiratorie. Si tratta di un dispositivo portatile in grado di salvare molte vite, poiché riuscirebbe ad ossigenare il sangue analogamente a quanto fa la placenta, fino a quando i neonati sono in grado di respirare autonomamente.

Il dispositivo in questione, infatti, si collega al cordone ombelicale di un neonato e sfrutta la potenza del cuore per dirigere il sangue attraverso una membrana molto sottile (circa 350-50 micron, la metà dello spessore di un capello), la cui struttura ricorda quella dei polmoni. In questo modo, l’ossigeno viene assorbito e l’anidride carbonica rilasciata proteggendo il sangue da possibili infezioni esterne. Il cuore del bambino, infatti, riesce grazie a questo ausilio tecnologico a regolare l’apporto di ossigeno necessario all’organismo.

Un dispositivo complicato da creare ma facile da usare

“Questa tecnologia, che è complicata da creare ma semplice da usare, creerà una situazione in cui sempre più di questi bambini potranno essere salvati, e questo è ciò che sta spingendo tutti noi a farlo“, ha spiegato Ravi Selvaganapathy, professore di ingegneria meccanica e biomedica presso McMaster che detiene la cattedra di ricerca canadese in biomicrofluidica.

Il design di questo polmone artificiale lascia presagire che si tratti di un dispositivo complesso, ma i creatori assicurano che si tratta di una tecnologia molto meno rischiosa e molto più economica in confronto a quella utilizzata attualmente, inoltre non richiede alimentazione esterna, e ciò renderebbe il polmone artificiale la soluzione ottimale nei paesi in via di sviluppo, dove vi è maggiore rischio di nascita di bambini prematuri.

Leggi anche: Il giubbotto tecnologico che fa respirare facilmente i bambini malati o prematuri

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