Milioni di soggetti in tutto il mondo sono affetti da malattie autoimmuni, condizioni nelle quali il sistema immunitario attacca erroneamente le cellule sane del corpo, come il lupus, l’artrite reumatoide, la sclerosi multipla. La ricerca è sempre attiva in questo campo anche se sembra lontana una soluzione che possa evitare che ciò accada.
Gli scienziati della Victoria University in Australia, hanno scoperto, però, che un probiotico comune potrebbe aiutare le persone con malattie autoimmuni riducendo l’infiammazione nelle cellule immunitarie. Certo, si tratta solo di un lieve sollievo e non una risoluzione a questa condizione.
Ma cosa sono i probiotici? Si tratta di composti presenti principalmente nei prodotti caseari, in particolare nello yogurt. Essi aggiungono “batteri buoni” all’organismo delle persone, aiutando la risposta immunitaria del corpo. Il microbioma di un soggetto, formato dai microorganismi del tratto gastrointestinale, sembrerebbe essere un pezzo fondamentale del puzzle delle malattie autoimmuni, inoltre riuscirebbe a regolare la risposta immunitaria dell’organismo.
La ricerca sul probiotico del latte
In particolare, la ricerca effettuata dal team di ricercatori si è concentrata sul Streptococcus thermophiles (ST285), un comune probiotico del latte. Esso sembrerebbe essere in grado di alleviare i sintomi di coloro che devono convivere con la sclerosi multipla ed altri disturbi autoimmuni, perché in grado di sopprimere i processi infiammatori nelle cellule. In altre parole, tale probiotico potrebbe rallentare la progressione delle malattie autoimmuni.
Inoltre, gli studiosi hanno scoperto che questo probiotico può aiutare a ripristinare la normale funzione immunitaria dell’organismo, come spiegato dal professor Vasso Apostolopoulos, uno dei ricercatori: “Mentre sappiamo da tempo che i probiotici hanno un potenziale terapeutico, ST285 ha mostrato una promessa particolare per il trattamento di condizioni autoimmuni croniche“.
C’è ovviamente ancora molta strada da fare nell’ambito della ricerca ma queste premesse sembrano essere ottimali per tracciare delle linee guida da percorrere.










