Unicredit Mef MPS Crisi

Unicredit acquisterà MPS la banca salvata dal MEF con 1,5 miliardi di euro?

Bloomberg ha riportato dei rumor riguardo l’acquisto di MPS da parte di Unicredit. Persone informate dei fatti riferiscono un ok sull’acquisizione di una parte dell’Istituto toscano salvato dal governo nel 2017. Ciò è stato possibile con un’acquisizione di capitale del 68% detenuto dal MEF. Copre parte delle spese debitorie ma ad esempio non tutte quelle legali, riferiscono esperti.

Il ministro Roberto Gualtieri spinge a questa operazione di sostituzione della quota pubblica con quella di Unicredit. Una soluzione che ricorda Ubi Banca acquisita da Intesa San Paolo che ne ha conservato il nome e il brand (fa parte del suo gruppo).

Unicredit e i rischi di acquisire una banca con debiti

Lo stesso Ceo di Unicredit però richiede garanzie, infatti, è molto rischioso integrare una banca in dissesto e con dei processi ancora aperti. Gli analisti e anche società finanziarie interessate all’Istituto riferiscono che un aumento di capitale potrebbe essere necessario a coprire parte dei debiti prima di passare MPS. Invece, il Tesoro è interessato a “passare” la palla a realtà molto forti all’interno, appunto, Unicredit o una terza banca, vociferata ma non ufficiale. L’obiettivo per il Tesoro deve essere raggiunto entro la fine del 2021.

La procedura aperta che rende difficile il passaggio, la cessione o fusione di MPS riguarda l’AMCO (società di gestione e recupero crediti anche di proprietà statale) e l’operazione Hydra (bad bank) dal valore di nove miliardi di crediti deteriorati, un miliordi e cinquanta milioni di euro in asset patrimoniali.

MEF MPS: una vendita con cautela per non rovinare gli sforzi fatti, ecco le opinioni

La Repubblica ha elencato tre opinioni contrastanti sul passaggio della quota del Mef ad Unicredit. La prima riguarda Credit Suisse che fotografa l’interesse del mercato a questa operazione. Su Piazza Affari, ancora scossa dall’inchiesta di riciclaggio dei giorni scorsi, non ha risentito dei rumor su Unicredit e MPS. Ma il broker svizzero non vede di buon occhio il passaggio ad una banca forte di un istituto ancora in debito.

Segue l’analisi di Equita, che ritiene sufficiente l’azione dello Stato attraverso la quota Mef di 1,5 miliardi e l’accordo Hydra concluso ad abbassare il rischio di insolvenza e, forse, di nuove crisi per MPS. Anche l’acquisizione da parte di Unicredit risolverebbe la parte debitoria che non si tradurrebbe subito in un rilancio di mercato.

La terza opinione, espressa oggi nella commissione Banche è dell’AD MPS Guido Bastianini. Ritiene la vendita ad Unicredit un interesse dell’azionista di riferimento e una trattativa “in cui evidentemente il management ragionevolmente non è coinvolto“.

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