Scienza

Un’immagine di Marte e del vulcano più grande del sistema solare

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Finalmente abbiamo una nuova immagine del maggior vulcano del sistema solare, il Monte Olimpo su Marte, “ripreso mentre emerge dalla luce del primo mattino“.

La foto è stata scattata e inviata dalla sonda Speranza degli Emirati Arabi Uniti, l’annuncio arriva proprio dalla loro agenzia spaziale. L’immagine è stata realizzata da un’altezza di 24.700 chilometri il giorno dopo l’ingresso di Speranza nell’orbita marziana.

A condividere la foto su Twitter invece, il primo ministro emiratino, lo sceicco Mohammed Bin Rashid Al-Maktoum. Lo scopo della sonda è quello di studiare la meteorologia del pianeta rosso, la missione durerà 687 giorni (anno solare marziano), tempo in cui la sonda resterà ancora in orbita.

Altre missioni verso Marte: Esa-Nasa

Aggiorniamo intanto le informazione sull’altra importante missione della Nasa con l’aiuto dell’Esa, l’agenzia spaziale europea. Il 18 febbraio atterrerà il rover Nasa Perseverance sul suolo di Marte alle 21.43. Una fase delicata perché si conclude il viaggio che ha portato la sonda sul pianeta rosso per iniziare la raccolta dati sul cratere Jezero.

L’Esa per aiutare i colleghi americani, ha inviato due sonde in orbita attorno a Marte, saranno importanti per le comunicazioni. Quattro ore dopo l’atterraggio di Perseverance, la prima sonda Esa chiamata Trace Gas Orbiter inizierà a funzionare con un’operazione di staffetta per i messaggi.

Anche l’Italia collabora nella missione con la robotica spaziale 4.0

L’Italia collabora alla missione Mars2020 che fa parte di un ambizioso programma, il Mars Sample Return. Attraverso il gruppo Leonardo, l’Italia ha fornito un importante contributo di industria 4.0. Leonardo infatti si occupa di robotica spaziale e sta progettando i prototipi di due bracci da inviare in missione, agiranno in maniera autonoma sul suolo rosso.

Insieme ai ricercatori dell’Esa e della Nasa si vogliono portare sulla terra campioni del suolo marziano. Compito del Perseverance sarà quello di scavare il suolo del pianeta e raccogliere dei frammenti da inserire in appositi campioni. Saranno recuperati nel 2026 con una seconda missione di recupero, i bracci meccanici 4.0 opereranno in questo importante compito.

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