Utopia realizzabile? Il contratto di governo Lega – M5S

Le basi politiche sono chiamate a decidere se questo governo " sa da fare"

Nelle giornate di sabato e domenica gli iscritti della Lega e del Movimento Cinque Stelle sono chiamati a esprimere il loro parere, recandosi nei gazebo o tramite il voto online, sul contratto politico stilato dalle due forze parlamentari per dar vita al nuovo esecutivo.

Il documento realizzato dalle due compagini parlamentari  in queste due settimane, descrive perfettamente la politica ” dell’occorre” per rilanciare secondo la loro visione il nostro Paese, per avviare un profondo processo di cambiamento. Il neo di questo documento però è circoscritto a un dato essenziale: non vengono definite le coperture finanziare per attuare tutte le riforme presentate.

Il costo infatti dei provvedimenti, secondo alcune stime, si aggirerebbe intorno ai 100 miliardi di euro, ma in questa occasione ciò che mi preme descrivere è quale sia la linea politica tracciata da questo contratto.

I punti dell’accordo sono 20 e riguardano tutti gli aspetti fondamentali dell’Italia: politica estera, difesa, fisco, difesa del made in italy, cultura, welfare. Leggendo attentamente il contratto, si capisce che la tela sulla quale è stato scritto, lo sfondo, è il programma del Movimento Cinque Stelle e in alcuni punti in cui si parla di green economy o economia circolare si possono vedere numerose analogie con i pensieri di Gian Roberto Casaleggio espressi nel mondo di Gaia.

Nell’accordo sono presenti i punti cardine, ripetuti durante la campagna elettorale, dei due partiti e alcuni aspetti molto interessanti e innovativi. Si parla infatti di creare una banca per gli investimenti e il risparmio (la cui vigilanza spetti al Ministro dell’economia e dello Sviluppo Economico) che sia il primo investitore della politica industriale del paese e nell’innovazione, dando nel contempo sostegno anche alle piccole e medie imprese. Questa banca dovrà avere un ruolo chiave nel finanziare le opere pubbliche strategiche e dovrà diventare il punto di partenza per sostenere investimenti nei paesi in via di sviluppo dando all’Italia una posizione di vantaggio.

Per quanto concerne il debito pubblico, non vi è traccia di una possibile richiesta di farsi abbonare 250 miliardi dall’Europa ma si parla di un abbassamento del debito. Per fare questo la polita scelta non è quella dei tagli o di politiche di austerity, bensì di aumentare il PIL con il rilancio della domanda interna e creando le opportunità per aumentare le esportazioni. Per fare questo verrà richiesto alla Commissione europea di indurre allo scorporo degli investimenti pubblici produttivi dal deficit corrente in bilancio, proprio per avviare questo processo virtuoso.

Per la politica estera viene riconfermata la presenza dell’italia all’interno dell’Alleanza Atlantica, aprendo però alla Russia che deve essere vista come un alleato per risolvere le diverse controversie internazionali ( Libia, Siria, Yemen) e partner economico. Proprio per questo motivo bisogna eliminare le sanzioni che pesano su Mosca. E’ previsto una revisione dei trattati europei, superando il Regolamento di Dublino, cambiando totalmente la politica della gestione del flusso dei migranti.

Ci sono poi alcuni punti in cui manifestamente si vedono le  imposizioni poste dalle due forze politiche.

La Lega infatti ha ottenuto: la flat tax e la creazione di una nuovo regime fiscale con due sole aliquote al 15 e 20% per persone, partite iva, imprese, famiglia. Questo dovrebbe, secondo la loro previsione, aumentare l’entrate tramite una riduzione dell’elusione e evasione fiscale e mettendo un maggior numero di contribuenti nelle condizioni di pagare le tasse.

Lo Stop della legge Fornero tramite la creazione di un fondo di 5 miliardi che possa agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie oggi escluse. Inoltre avviare la politica pensionistica su Quota 100, ovvero poter andare in pensione quando con l’età e con gli anni di contributi versati si raggiunga la quota 100 anni.

Infine l’istituzione del Ministero per le disabilità e l’estensione della legittima difesa.

Per il movimento Cinque Stelle, la parte più caratterizzante, del contratto riguarda: il reddito di cittadinanza, una importante riforma del sistema di welfare che dovrebbe ( tramite anche la riforma degli uffici di collocamento e di centri di formazione professionale) essere una misura di contrasto alla povertà ( e nel contempo rilanciare i consumi e ridurre la disoccupazione).

Rimanendo fedeli al grido ” onestà, onestà” nell’accordo è previsto che nessun condannato anche solamente al primo grado di giudizio possa essere scelto per far parte del governo e soprattutto sono previste due leggi per risolver o almeno tentarci, il problema della corruzione e del conflitto d’interesse che se fatte adeguatamente potrebbero portare a costo 0, nuovi miliardi di euro di entrate.

Se l’accordo dovesse essere ratificato dai sostenitori della Lega e dei Cinque Stelle, lunedì Luigi Di Maio insieme a Matteo Salvini saliranno al colle per annunciare a Sergio Mattarella l’esito della loro consultazione e per presentare quello che dovrà necessariamente essere il presidente del Consiglio (nome su cui ancora oggi non si è trovata l’intesa). Le due forze politiche però dovranno presentare al Presidente della Repubblica, anche le necessarie coperture finanziarie non solo per attuare il proprio programma, ma soprattutto per scongiurare l’attivazione delle clausole di salvaguardia.

 

 

 

 

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