Salute
Via libera al vaccino Moderna. Ecco le principali differenze con quello Pfizer

L’Ema ha appena dato l’ok al vaccino Moderna. “Il vaccino Moderna è sicuro ed efficace. Come prossimo passo garantiremo l’autorizzazione alla commercializzazione nell’Ue“. Così la Commissione europea si è pronunciata, dopo il parere positivo dell’Ema al vaccino.
Scopriamo insieme quali sono le principali differenze col vaccino Pfizer.
Innanzitutto occorre precisare che il principio attivo di entrambi i vaccini è il medesimo: l’acido ribonucleico messaggero (mRNA), un metodo sofisticato che permette di ricreare in laboratorio la sequenza genetica della “proteina spike”. Quest’ultima è la proteina che permette al virus di agganciarsi alle nostre cellule ed invaderle. Essa è una vera e propria “chiave” che fa in modo che le cellule si aprano, permettendo al virus di insinuarsi.
Il metodo mRNA è considerato meno rischioso, perché si evita così di inoculare il virus “attenuato”, come si fa di solito con gli altri vaccini.
La differenza sta dunque, più che altro, negli eccipienti. Mentre il vaccino della Pfizer utilzza sali, quello Moderna utilizza acidi.
Un’altra differenza risiede poi nel metodo di conservazione: quello Moderna non richiede una catena del freddo che arriva anche a -70°C, il che facilita il trasporto. Può rimanere stabile a -30º o a -20º C e durare fino a un mese in frigorifero.
Infine, quanto al prezzo, il vaccino Moderna è più costoso: 31 euro a dose, contro i 17 euro a dose di quello Pfizer.









