Salute

Vitamina B1: non deve mai mancare nella dieta di chi studia. Ecco il motivo

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La scoperta della vitamina B1 o Tiamina si deve ad un chimico polacco naturalizzato statunitense, Kazimierz Funk, famoso per aver coniato nel 1912 la parole vitamine. Esattamente, la vitamina B1 fu scoperta nel 1897, isolata nella sua forma pura nel 1926, sintetizzata nel 1936. Parliamo di un micronutriente essenziale, che si assume sicuramente in tutti i pasti della giornata visto che è presente in molti alimenti. La sua scoperta, isolamento e sintetizzazione ha poi permesso a medici e scienziati di sviluppare cure e terapie contro malattie causate da carenze e malnutrizione.

Le funzioni della vitamina B1 o tiamina

La vitamina B1 è idrosolubile, appartiene al gruppo complesso delle vitamine B. Svolge un ruolo cruciale nel metabolismo degli zuccheri, nel processo di conversione dei carboidrati in energia.

Bambini e donne in gravidanza non ne possono fare a meno, non possono e non devono rinunciare a colazione o pranzo, nemmeno se hanno fretta e poco tempo. Infatti la tiamina, aiuta a mantenere il sistema nervoso in buona salute, contribuisce al funzionamento ottimale dei neuroni, è importante nei processi di crescita, attenzione e apprendimento, è utile a cervello, nervi e cuore.

Come si assume la vitamina B1 o tiamina?

La vitamina B1 si trova in molti ingredienti utilizzati spesso in cucina. Ad esempio, il lievito, le uova, la frutta secca o fresca, il pane integrale, le patate. La carne di maiale, il fegato.

  • lievito
  • legumi
  • carne di maiale
  • riso integrale
  • frutta fresca e secca
  • uova
  • pane integrale
  • cereali arricchiti per la colazione
  • fegato
  • patate

Insomma, tutti ingredienti utilizzati per creare dolci, primi piatti ma anche secondi e spuntini mattutini e pomeridiani, quelli a cui non devono mai rinunciare i bambini e gli adolescenti in fase di scuola.

Sulla cottura degli alimenti ricchi di B1 ci sono molte discussioni, troppa cottura rischia di dissolvere la tiamina, ma ci sono degli ingredienti come le uova o la carne di maiale che necessitano di tempi prolungati di cottura per poter essere mangiati in sicurezza. Poi ci sono le preparazioni industriali che potrebbero ridurre alcuni micronutrienti a causa dei conservanti. Cercate sempre i valori nutrizionali presenti nei prodotti quando fate acquisti nei supermercati, soprattutto su biscotti, cereali, snack non troppo zuccherati o salati.

La carenza della vitamina B1

La carenza di vitamina B1 può portare a queste due malattie: la sindrome di Wernicke Korsakoff e la Beriberi. Nel mondo non sono rari i casi di persone affette da malattie e anche ritardi neurologici a causa della malnutrizione e della carenza della vitamina B1, che spesso può essere anche fisiologica.

Ecco il fabbisogno giornaliero di tiamina da zero anni in su.

  • da 0 a 6 mesi di vita, così come nella vita fetale, il fabbisogno di vitamina B1 del bambino è soddisfatto dal latte materno o dal latte artificiale
  • da 6 a 12 mesi 0,3 milligrammi (mg)
  • da 1 a 3 anni, 0,4 mg
  • da 4 a 6 anni, 0,5 mg
  • da 7 a 10 anni, 0,8 mg
  • da 11 a 14 anni, 1,1 mg per i maschi e 1,0 mg per le femmine
  • dai 15 anni in poi, 1,2 mg per i maschi e 1,1 mg per le femmine
  • Le donne in stato di gravidanza o allattamento necessitano di 1,4 mg al giorno di vitamina b1

Quali sono o sintomi da carenza vitamina B1?

I sintomi da carenza di vitamina B1 o tiamina sono affaticamento, irritabilità, perdita di appetito e di memoria, disturbi del sonno, malessere addominale e perdita di peso. Tra i peggiori sintomi da una grave srenza possiamo trovare alterazioni nervose, cardiache e cerebrali.

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