4 Giugno 2014, 20 anni dalla tua scomparsa, Massimo Troisi: ricominciamo da TE.

Massimo Troisi

“L’amore è tutto quello che sta prima e quello e che sta dopo. Magari bisognerebbe tenere più in considerazione il durante”. (Massimo Troisi)

Massimo Troisi era nato a San Giorgio a Cremano il 19 febbraio 1953: forte esponente della napoletanità, si è distinto tanto quanto attore, regista e sceneggiatore cinematografico.
Nato artisticamente con il gruppo teatrale La Smorfia, il trio con Lello Arena ed Enzo Decaro di metà anni settanta.
Conobbe gli onori di Hollywood in quanto candidato al premio Oscar come migliore attore e miglior sceneggiatura non originale, diciotto anni da, nel 1996, con il fim Il postino.
Scomparve il 4 Giugno del 1994, per un attacco cardiaco improvviso, legato alla cardiopatia reumatica da cui era affetto sin da bambino.
La caratteristica che predomina nei film di Troisi e nella sua vita personale è la timidezza, che per lo stesso è stato un difetto negli anni giovanili (in un’intervista, ad esempio, Troisi dichiarava di non essere mai stato molto bravo con le ragazze proprio perché era timido), egli ha saputo rendere questa peculiarità un elemento di grande successo nei suoi personaggi.
Ciascun film di Massimo Troisi è particolare a suo modo, film drammatici e comici al tempo stesso, in una parola agrodolci.
Qui vorrei ricordare il mio preferito, film che mi assomiglia moltissimo, sto parlando di Ricomincio da tre, di cui tra l’altro Troisi è anche regista, un film che amo proprio per la sua trama, sorprendentemente ottimista: Gaetano (Massimo Troisi, appunto) è un giovane napoletano dall’aria timida ed impacciata, che vive un sentimento di estraneità nei riguardi dell’ambiente che lo circonda e della sua famiglia stessa, che appare ai suoi occhi fortemente rassegnata e ancorata a tradizioni ormai in disuso, con un padre monco in attesa che vive ogni giorno della sua vita nella speranza che sopraggiunga il miracolo della ricrescita della mano mancante.
Apparentemente pavido pure lui, in realtà Gaetano, nel suo intimo, è tenace e allora decide un giorno che è ora di cambiare e di ricominciare, e non da zero, ma da tre, perché in fondo è consapevole che una o due cose buone le ha fatte nella vita e per questo non c’è ragione perché lui debba buttare tutto via.
Si mette allora sulla strada e giunge a Firenze, in compagnia d’un matto candidato suicida.
Nel capoluogo toscano si appoggia da una zia; scoperto che questa convive con un professore, la lascia alla sua libertà e accetta l’ospitalità di un giovane italoamericano, che lo vuole iniziare alla predicazione della “parola” in una setta protestante.
E durante le sue memorabili peregrinazioni Gaetano incontra Marta, donna audace e in carriera, di cui si naturalmente si innamora e con cui, pur tra alti e bassi, decide di fare una quarta cosa buona nella vita, dopo le prime tre già fatte: ossia mettere al mondo e crescere un figlio probabilmente neanche suo, in nome dell’amore e dell’emancipazione.
E noi, a vent’anni dalla tua scomparsa, ricominceremmo volentieri da te.

« Troisi: Chell ch’è stato è stato… basta, ricomincio da tre…
Arena: Da zero!…
Troisi: Eh?…
Arena: Da zero: ricomincio da zero.
Troisi: Nossignore, ricomincio da… cioè… tre cose me so’ riuscite dint’a vita, pecché aggia perdere pure chest? Aggia ricomincià da zero? Da tre! »
(Massimo Troisi a Lello Arena nella scena che ispira il titolo del film)

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