Affittasi appartamento, ma niente animali

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Questo è quanto è stato detto da un privato cittadino ad una ragazza, intenzionata a prendere casa in affitto, dopo aver visto che era in compagnia del suo fedele amico a quattro zampe. Una volta compreso che la ragazza era proprietaria di un cane, l’affittuario si è tirato indietro insistendo più volte sul fatto di non voler assolutamente affittare il suo immobile a chi possiede animali.
L’episodio è successo in questi giorni a Catania, e purtroppo non si tratta di un fatto isolato ma diversi affittuari, quando incontrano proprietari di cani interessati a prendere casa ritrattano l’offerta. Purtroppo quello degli affitti in nero rischia di diventare un handicap per tutte quelle persone che si prendono cura di animali e vogliono soltanto avere un tetto sulla testa, un diritto nonché un bisogno fondamentale.

Questa situazione fa riflettere su due aspetti importanti relativi alla convivenza tra l’uomo e gli animali, nello specifico i cani. Da un lato infatti questo tipo di atteggiamenti ostili indicano un’insufficiente conoscenza delle normative regionali e nazionali riguardo le regole da osservare circa l’introduzione e la permanenza di cani negli appartamenti, ma soprattutto alcuni proprietari di immobili si sentono legittimati ad ignorarle nel caso in cui si tratta di affitti in nero. Ciò che emerge è una scarsa tolleranza nei confronti dei nostri amici a quattro zampe che ormai entrano a far parte delle nostre vite sempre di più, anche se questo atteggiamento poco elastico è meno diffuso se si parla di regolari contratti d’affitto. Data la situazione e le difficoltà imposte dagli affittuari viene spontaneo chiedersi se chi possiede uno o più cani può sperare solo nella casa di proprietà, il che la dice lunga. Un’altra riflessione molto importante che emerge da questa situazione è che tali restrizioni e difficoltà che vengono poste ai proprietari di animali non costituiscono affatto un incentivo a prendersene cura, e questo può risultare molto pericoloso poiché non argina affatto il problema dell’abbandono, frutto della superficialità di padroni ingiustificabili e padre del randagismo che dilaga sempre più nelle nostre città.

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Cani-in-spiaggia-tantissimi-momenti-divertenti-con-i-nostri-amici-a-quattro-zampe-nelle-nostre-giornate-in-spiaggia.-Tra-una-nuotata-una-corsa-e-un-po-di-relax-sotto-lombrellone Inoltre il problema degli affitti non è il solo ostacolo per i nostri amici animali, poiché durante la stagione estiva vi sono ancora molte strutture balneari che vietano l’ingresso dei cani nei lidi. In merito esiste una legislazione ancora molto debole e confusa poiché in alcune strutture l’ingresso dei cani è un fatto del tutto normale, in altre è prevista una quota d’entrata da pagare e in altre ancora vietano categoricamente la permanenza di Fido.

In definitiva se oggi, da un lato la presenza di un animale in famiglia è sempre più diffusa, dall’altro lato si incontrano ancora difficoltà e restrizioni che rendono complesso il rapporto uomo-animale. A tal proposito è utile citare l’articolo 1138 del Codice Civile, modificato a seguito di una riforma entrata in vigore il 18 giugno 2013, grazie al quale le norme del regolamento condominiale non possono impedire di tenere animali domestici. Ciò che è cambiato in meglio è il concetto stesso di animale che rispetto alla normativa precedente, in base alla quale veniva relegato nell’ambito delle cose, viene finalmente considerato come un essere senziente. Ovviamente la legislazione impone comportamenti rispettosi verso il prossimo da parte di chi detiene animali al fine di preservare una convivenza collettiva civile e pacifica. In conclusione auspicare una normativa più elastica e soprattutto una maggiore tolleranza da parte delle persone verso gli animali domestici, potrebbe incentivare a prendersi cura di questi animali in maniera capillare, ma soprattutto limitare fenomeni come l’abbandono di animali, punibile dalla legge, e il randagismo.