Apixaban anticoagulante associato ad un tasso inferiore di infarti ed embolie. Cosa dice uno studio

Ecco cosa dice uno studio francese a riguardo

Risale a qualche giorno fa un mega studio effettuato sugli anticoagulanti con somministrazione orale, ed in particolare modo sulla loro sicurezza. La ricerca è stata condotta nell’ambito dello studio NAXOS (Analisi di apixaban nella prevenzione dell’infarto e dell’embolia sistemica in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare nel mondo reale in Francia).

Dai risultati è emesso che, nei pazienti francesi dai 18 anni in su che tra il 2014 e il 2016 hanno iniziato ad assumere anticoagulante, l’apixaban ha dimostrato un tasso inferiore di sanguinamento. Gli anticoagulanti, infatti, aumentano il rischio di sanguinamento nei pazienti che ne fanno uso. Tale fattore, quindi, comporta un aumento del rischio di gravi emorragie che potrebbero essere fatali. Dal risultato di questo studio, apixaban è stato associato a tassi di infarto ed eventi tromboembolici sistemici inferiori rispetto alla media dei concorrenti.

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Le evidenze dello studio effettuato

Ad aver raccolto e commentato i risultati, il   Professor Philippe Gabriel Steg, capo del dipartimento di Cardiologia all’Hôpital Bichat, Assistance Publique-Hôpitaux de Paris e professore all’Université de Paris: egli ha affermato che si tratta del primo studio composto da un campione molto ampio di pazienti, quindi può garantire dei risultati molto affidabili ed abbastanza sicuri.

I pazienti analizzati, infatti, sono stati reperiti attraverso il database delle assicurazioni sanitarie. Tali database contengono dati relativi alla quasi totalità della popolazione francese.

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L’obiettivo era quello di avere un campione abbastanza ampio da testare l’efficacia degli anticoagulanti disponibili nel mercato francese, riuscendo a comparare i tassi di sanguinamento previsti da ciascun farmaco, oltre che i tassi di infarto e frequenza del verificarsi di eventi tromboembolici sistemici.

Inoltre è stato preso anche in considerazione il tasso di mortalità e le relative  cause nei pazienti con NVAF in trattamento con un anticoagulante orale. La prevalenza di fibrillazione atriale in Francia è stata stimata tra 600.000 e un milione di pazienti, secondo i dati del 2011.

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