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Aresgate, Francesco Testi: “A Garko faceva comodo fingere”

A scoprire la verità e cosa si nasconde su quello che è stato battezzato come Aresgate e che pone un velo di mistero e di menzogne sull’ex agenzia di spettacolo ci ha pensato Selvaggia Lucarelli che ha intervistato per TPI Francesco Testi, attore appartenente per un lungo periodo della scuderia dell’Ares Film. Testi dopo lo sfogo su Instagram dove ha raccontato la sua verità sul meccanismo imposto dalla nota casa di produzione ha anche affermato che nessuno lo ha mai costretto.
A Selvaggia Lucarelli Francesco ha ribadito che l’Ares gli aveva chiesto di non fidanzarsi, d’avere qualsiasi tipo di relazione ma non una storia seria. L’attore ha poi dichiarato che per quanto lo riguarda non è mai esistita nessuna setta e che non è mai stato costretto a fare niente che non voleva: “Se ti bevi la storia della setta, allora tutte le cose che sono accadute in quegli anni possono diventare inquietanti, ma è tutta una forzatura. Per dirti, qualcuno ha tirato fuori la storia della mia depressione associandola “alla setta” perché rilasciai un’intervista a Dipiù sul tema. Ma io mi riferivo alla mia depressione adolescenziale! Non c’entra nulla col periodo in Ares.“
Francesco Testi ha anche detto d’aver chiamato Tarallo e d’avergli chiesto cosa stava succedendo: “No. L’ho chiamato io per chiedergli cosa stesse accadendo, lui mi ha ringraziato per le cose che abbiamo scritto io e Reda. Per difenderlo si è scomodata perfino Ursula Andress, che non parla da anni.” L’attore ha anche rivelato che nel periodo in cui ha lavorato per l’Ares ha guadagnato bene, ha lasciato l’agenzia solo per amore: ha incontrato Reda la donna della sua vita.
Francesco Testi le parole su Garko: “Se c’è uno che si è arricchito è lui”
Deciso e determinato Francesco Testi è fermo sulle sue posizioni, non accusa l’Ares Film ma piuttosto punta il dito nei confronti di Garko. Non commenta il passato doloroso di Adua e Morra e ammette che la lite con Massimiliano è stata montata, ma quello di cui è certo che a Garko l’agenzia di Tarallo ha fatto guadagnare molto e non si spiega queste allusioni:
“Se c’è uno che si è arricchito è lui. Gabriel è stato un esperimento clamorosamente riuscito, creato da quel sistema lì. Poi, sai, quando è nato lui c’erano solo i giornali, oggi i social hanno rovinato il mercato. Tarallo e i direttori creavano copertine finte o vere, si creava il mito del sex symbol, poi la gente che ne sapeva di cosa fosse vero o no.“









