Arriva l’influenza: isolato il primo virus

I virologi hanno isolato il primo caso d'influenza a Parma e raccomandano di vaccinarsi al più presto.

Arriva l’influenza e l’università di Parma ha isolato il primo virus che è di tipo B ma, anche quest’anno, ci sarà più di un ceppo influenzale con cui fare i conti.

Arriva l’influenza: isolato il primo virus con tecniche avanzate

La stagione fredda non è ancora arrivata, ma basta un piccolo sbalzo di temperatura per aggredire i bambini che sono i più vulnerabili.

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Non a caso, la prima paziente colpita da influenza è una bambina di 6 anni.

La piccola è ricoverata a Parma nel reparto di Pediatria generale e d’urgenza con febbre e mal di gola.

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Il tampone faringeo ha confermato l’influenza anche se, all’inizio, si pensava solo a un disturbo più generico dell’apparato respiratorio.

La novità nella diagnosi consiste in una combinazione tra il classico metodo di coltura per individuare il virus e tecnologie molecolari avanzate.

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Arriva l’influenza: isolato il primo virus che può agire anche in assenza di freddo

Gli epidemiologi mettono in guardia, perché non si esclude un possibile anticipo di casi influenzali, anche se non siamo in stagione invernale.

E’ probabile che non ci sia un anticipo dell’epidemia su vasta scala nell’immediato, però tutto fa pensare che la circolazione dei virus sia già cominciata.

Per questo motivo, occorre intensificare i controlli, a partire da quelli pediatrici.

Gli strumenti diagnostici più moderni, come ha fatto l’ospedale di Parma, aiutano a isolare il virus nel modo più veloce e preciso.

Le previsioni sulla prossima stagione influenzale

Mentre gli specialisti si occupano di isolare e curare il virus con le nuove tecnologie, i meteorologi studiano i futuri scenari del clima.

E’ probabile che ci siano ancora giornate miti, ma attenzione alle correnti fredde di provenienza artica.

Gli sbalzi climatici possono regalarci le prime malattie da raffreddamento nei prossimi giorni.

Fabrizio Pregliasco,  virologo dell’università di Milano ha fornito molte indicazioni raccolte da Quotidiano.net:

  • Secondo le stime dei virologi, l’influenza dovrebbe colpire sei milioni di italiani
  • Sarebbe quindi meno aggressiva dell’anno scorso ma ci sono virus da non sottovalutare
  • Ci saranno infatti due varianti nuove di virus A chiamati H3N2 E H1N1 unite ai virus B del tipo Colorado e Phuket
  • Oltre ai sei milioni di influenzati, si prevedono altre 8 milioni di persone che faranno i conti con i virus para-influenzali che portano distrurbi respiratori o gastrointestinali
  • L’influenza vera e propria porta invece febbre improvvisa oltre 38 gradi, dolori muscolari e articolari e l’immancabile tosse o mal di gola e raffreddore
  • La biologia molecolare studierà l’azione dei ceppi A e B che possono agire insieme, con particolare attenzione al ceppo A che può provocare complicazioni negli anziani.

Il parere del professor Matteo Bassetti

Le preoccupazioni di Fabrizio Pregliasco sono confermate anche da Matteo Bassetti, presidente Sita, Società italiana di terapia antinfettiva e ordinario di malattie infettive.

Secondo Bassetti, I quattro ceppi di tipo A e B possono creare problemi che si possono prevenire il più possibile con la vaccinazione.

Non a caso, si tratta di virus attivi nell’emisfero australe durante l’inverno che anticipa il nostro.

Quindi siamo in grado di difenderci con il vaccino polivalente, costruito secondo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.

L’importanza della vaccinazione tempestiva previene i rischi stagionali

Il caso della bambina di Parma non significa che l’influenza esploderà nei prossimi giorni perché i virus moltiplicano la loro azione con il freddo.

Di solito, la perfetta combinazione di basse temperature e massima diffusione dell’influenza inizia nel periodo natalizio e ci accompagna per il resto dell’inverno.

Quest’anno sarebbe comunque meglio partire con le vaccinazioni già a metà ottobre, non appena il vaccino sarà in commercio.

In questo modo, si affronta la stagione senza troppe assenze da scuola e lavoro.

I vantaggi della vaccinazione precoce

Non è un caso, infatti, che le persone vaccinate contraggono di solito un’influenza più leggera o se la cavano con qualche malessere passeggero senza fermarsi a letto.

Non si deve dimenticare che i virologi temono l’aggressività del virus A-H3N2 che colpisce soprattutto gli anziani.

Questo virus è un pericoloso alleato dello pneumococco, che provoca complicazioni polmonari.

Quidni è meglio non dormire sugli allori e immunizzarsi al più presto, senza illudersi troppo perché “tanto c’è tempo”.

Altro motivo per vaccinarsi riguarda i virus parainfluenzali: più il fisico è protetto, meglio è.

E’ vero che il vaccino antinfluenzale non immunizza da almeno 262 tipi di virus simil-influernzali, specie di tipo gastrointestinale, che gli sbalzi di temperatura favoriscono.

Ma è meglio avere solo quelli per qualche giorno, piuttosto che fronteggiare due avversari contemporaneamente, se arriva anche l’influenza vera e propria.

Attenzione all’uso di antibiotici

Matteo Bassetti  sostiene l’importanza di offrire alla popolazione la massima copertura possibile del vaccino antinfluenzale.

Inoltre, punta anche il dito contro l’uso eccessivo di antibiotici:

«Spesso si prescrivono antibiotici anche in caso di una malattia virale come l’influenza – commenta Bassetti – che non solo sono inutili, ma contribuiscono a creare batteri resistenti che è poi difficile combattere“.

Mai come in questo caso, prevenire è meglio che curare.


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