Assegno di divorzio, si cambia

Novità importanti in materia di divorzio e assegno di mantenimento. La Cassazione, intervenendo su un tema che è stato capace di aprire un forte dibattito nell’opinione pubblica italiana, ha messo la parola fine con chiarimenti definitivi su natura e riconoscimento dell’assegno di divorzio.

divorzio

Il matrimonio non è una rendita di posizione

Le sezioni unite civili della Cassazione, con la sentenza 18287, depositata proprio pochi giorni fa, hanno posto la parola fine alla diatriba tra favorevoli e contrari all’assegno di divorzio basato sul criterio del mantenimento dello stile di vita precedente. Una discussione accesa da precedenti scelte fatte dalla Giurisprudenza che hanno dato vita a due fazioni. Circa un anno fa, infatti, la Cassazione, questa volta a sezione semplice, aveva stabilito che il criterio del mantenimento dello stile di vita precedente fosse da considerare superato. Un elemento faro della giurisprudenza per circa 27 anni. Da qui, la discussione tra chi considerava giusta questa scelta e chi, invece, vedeva in questa interpretazione della disciplina un reale rischio per i soggetti più deboli economicamente, nella maggior parte dei casi le donne.

Si cerca un equilibrio

La nuova sentenza della Cassazione, invece, fa dell’equilibrio il principio cardine della scelta. Il primo punto da evidenziare è il ruolo da attribuire all’assegno, a cui va assegnata una funzione assistenziale e, nello stesso tempo, compensativa e perequativa. Questa funzione risponde a piano al principio di solidarietà previsto dalla Costituzione che trova la sua espressione anche nel confronto delle condizioni economico-patrimoniali dei due coniugi. Avvocato Accanto, in ogni caso, è un utile strumento per approfondire la conoscenza delle novità introdotte con la sentenza della Cassazione in materia di divorzio. Una piattaforma on line che offre la possibilità di avvalersi della consulenza legale dei migliori esperti in materia di diritto familiare e non solo, si parla ad esempio di sovraindebitamento, diritto societario, diritto del lavoro. Il tutto, direttamente da casa propria.

Come si calcola il valore dell’assegno

Ecco, quindi, che cambiano i criteri con cui valutare il valore dell’importo dell’assegno di mantenimento. La possibilità di garantire lo stesso stile di vita diventa uno dei fattori, ma non il solo e soprattutto non il principale. Il primo aspetto da considerare è la capacità di garantire l’autosufficienza economica al partner, garantendo quindi la possibilità di beneficiare di un reddito adeguato. Come criterio di valutazione non sarà più preso in considerazione lo stile di vita che ha caratterizzato gli anni del matrimonio, ma il reale contributo che i due coniugi hanno apportato all’economia familiare. Si guarderà al contributo che ognuno ha dato nella realizzazione della vita familiare, non considerando soltanto lo stipendio o il contributo in termini economici ma anche quello fornito con il sacrificio di aspirazioni economiche e professionali eventualmente sacrificate. Il tutto sarà poi rapportato a due criteri fondamentali: gli anni di matrimonio e l’età del richiedente.

In parole povere

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Se una donna ha rinunciato alla propria carriera professionale per poter gestire e occuparsi di casa e famiglia, avrà diritto a un cospicuo assegno di mantenimento, soprattutto se non più particolarmente giovane e, quindi, con maggiori difficoltà nell’avvio e nella realizzazione di un percorso professionale. In questo modo, si risponde allo squilibrio economico che viene a crearsi tra le due parti guardano, in modo estremamente concreto, alle ragioni che lo hanno generato.