AstraZeneca: Italia aspetta responso dell’Ema sui casi di trombosi

Nessuno stop alle somministrazioni al momento. All'Esecutivo si "attende il responso dell'Ema"

L’Italia aspetta il responso dell’Ema circa la possibile limitazione all’uso del vaccino per la correlazione tra i casi di trombosi e la vaccinazione. Ai vertici del governo affermano: “Senza AstraZeneca la campagna subirebbe un brusco arresto, quindi per ora nessuna sospensione”.

Speranza commenta: “Penso che dobbiamo fidarci delle nostre istituzioni, sono fatte di scienziati e tecnici che hanno dedicato la loro vita a queste materie. Poi abbiamo a che fare con un virus nuovo e con vaccini che sono stati messi in commercio da pochi giorni, è evidente che la scienza deve continuare a monitorare”, aggiungendo: “Io mi fido di Aifa ed Ema, penso che sapranno darci le risposte giuste ma non dimentichiamo mai che il vaccino è la vera strada per chiudere questa stagione difficile di restrizioni”.

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Sileri, a Cartabianca, sostiene che i casi di trombosi “sono pochi, ma sembrano avere un minimo comun denominatore: donne sotto i 60 anni”, e specifica come sia “giusto che questi pochi casi vengano controllati e che l’Ema dia indicazioni sicure. Ogni ente regolatorio può adottare decisioni più restrittive, ma credo sia il momento di adottare una linea comune in tutta Europa. Altrimenti si crea confusione e la popolazione non capisce”, ha detto Sileri.

“I giovani” ha ricordato, “sono stati vaccinati perché inizialmente AstraZeneca è stato autorizzato per le persone di età inferiore ai 55 anni. Questo ha creato due binari paralleli: un vaccino per i giovani, due vaccini (Pfizer e Moderna, ndr) per i più anziani. AstraZeneca è stato autorizzato il primo febbraio per gli under 55″, conclude.

Francesca Angelica Ereddia
Francesca Angelica Ereddia
Classe 1990, Laureata in Giurisprudenza, siciliana, una passione per la scrittura, la musica e l'arte. Per aspera ad astra, dicevano. Io, nel frattempo, continuo a guardare le stelle.