Salute

Attacchi di panico: come gestirli e superarli

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Gli attacchi di panico, sono episodi di improvvisa ed intensa paura. Sono accompagnati da sintomi somatici e cognitivi. Ad esempio palpitazioni, sudorazione improvvisa, tremore, sensazione di soffocamento, dolore al petto, nausea, vertigini, brividi o vampate di calore. Comportano difatti una sensazione di nausea e di disorientamento. Generalmente si risolvono nell’arco di 10 minuti, anche se in alcuni casi possono perdurare un po’ di più. La persona non ha il minimo controllo sulla sintomatologia, teme per la propria incolumità, ed è proprio questo, che aumenta la paura e lo stato di agitazione. Gli attacchi di panico sono oramai molto frequenti. C’è molto timore nel parlare delle proprie difficoltà, per questo spesso si attua nel tempo un graduale isolamento sociale. Ritirandosi in casa e frequentando pochi posti conosciuti, la persona spera di ottenere un minimo di controllo, nel prevenire gli attacchi di panico.

Cause

Le cause possono essere diverse. A volte insorgono in momenti difficili della propria vita, a poca distanza da brutti eventi. In altri casi, possono comparire a distanza di anni, in maniera del tutto inspiegabile, ricollegandosi a situazioni avvenute in precedenza. L’attacco di panico ha sempre un fattore scatenante, anche quando non si è in grado di riconoscerlo come tale.

Come gestire gli attacchi di panico

È possibile imparare a gestire un attacco di panico, tenendo a bada il più possibile il terrore legato alla perdita di controllo. Si tratta di consigli riferiti non solo all’episodio in sé, ma anche a tutto quello che è possibile fare, per attenuare l’ansia e lo stress di tutti i giorni, agendo quindi in maniera preventiva per un’eventuale ricaduta.

Qual è la prima cosa da fare ?

Quando sopraggiunge un attacco di panico, è importante ritirarsi in un luogo sicuro e tranquillo, possibilmente lontano dalle persone. I luoghi affollati, aumentano la sensazione di malessere. Molti, infatti, lamentano il senso di costrizione e la paura che “l’aria possa non bastare”. Altri potrebbero sentirsi a disagio nel farsi notare dalle altre persone. Inoltre, non bisogna associare il contesto in cui accade per la prima volta l’episodio di panico, con la sua causa. Ci sono persone che hanno il primo attacco al cinema e smettono di andarci per mesi: non c’è alcun legame tra luogo ed ansia. Di fondamentale importanza, è il controllo della respirazione: piuttosto che seguire l’affanno, sarebbe opportuno imparare a respirare in maniera corretta.

L’importanza del riconoscere un attacco di panico

Bisogna saper riconoscere l’attacco di panico. Paradossalmente, diventare esperti dei propri sintomi e delle proprie sensazioni corporee, aumenterà la sensazione di avere il pieno controllo sull’attacco.

Attraverso la manifestazione dell’attacco di panico, il corpo sta lanciando un chiaro messaggio, ed è bene capire cosa significa. Minimizzare e banalizzare non è una buona risposta. È importante rivolgersi ad uno psicologo, per una prima consulenza, come valido supporto sul come gestirli al meglio.

Scaricare l’ansia

Esistono tanti modi per scaricare l’ansia. Facendo attività fisica, una passeggiata in campagna o in alta montagna. Se si ha la fortuna di avere un cane in casa, è un ottimo alleato, in quanto, gli animali hanno un potere empatico straordinario e migliorano il nostro umore con la loro presenza. Non a caso sono utilizzati ampiamente nella pet-therapy.

L’ansia nasce spesso dal conflitto tra ciò che vorremmo essere e quello che ci ritroviamo a fare, costretti dalle norme sociali, dalle responsabilità familiari, dagli impegni. Ritrovare se stessi, significa anche trovare il coraggio di dire no. Si può dire no al capo, alla collega, alla suocera che ci critica, al partner che ci ignora, ad un padre padrone. Iniziare a costruire dei paletti per difendere la propria persona, significa imparare ad amarsi.

Imparate a coccolarvi

A fine giornata, sarebbe opportuno spegnere tablet, cellulari e computer e magari tirate fuori le matite colorate, rilassandovi colorando i mandala. Questa tecnica manuale ed espressiva, favorisce la concentrazione, scacciando via i pensieri tossici e negativi.

A chi rivolgersi in caso di attacchi di panico

La cura degli attacchi di panico, riveste una grande importanza clinica. Gli attacchi di panico rispondono bene, sia all’approccio psicoterapeutico, soprattutto la psicoterapia cognitivo comportamentale, sia all’approccio farmacologico; è anche possibile un approccio integrato delle due terapie.

Terapia farmacologica

La terapia farmacologica, anche se spesso risulta efficace, ha l’inconveniente di tamponare i sintomi, lasciando inalterate le vere fonti degli attacchi di panico. Alla sospensione del farmaco, spesso il disturbo si ripresenta. Gli effetti collaterali degli psicofarmaci, spesso mal tollerati dal soggetto ansioso, rappresentano un altro inconveniente di questo approccio.

Terapia cognitivo comportamentale

La storia personale, è una variabile importantissima. Il più delle volte, aiuta a capire perché, un individuo teme di impazzire, mentre un altro teme l’infarto. La cura di questo fenomeno, non può prescindere da tutti questi aspetti specifici e personali. La terapia cognitivo comportamentale, risulta la cura più efficace per il disturbo di panico. Tale approccio, è coadiuvato ad altre psicoterapie, anch’esse incentrate sul dialogo e sul confronto, dove è fondamentale la ricostruzione dell’evoluzione del disturbo e dell’elaborazione del contratto terapeutico, il cui contenuto deve prevedere gli obiettivi a breve ed a lungo termine.

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