Una banca del sangue anche per cani e gatti

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L’idea di creare una vera e propria banca del sangue anche per cani e gatti sta prendendo forma a Treviglio, in provincia di Bergamo, dopo che una meticcia di ben 18 anni, Sissy, è stata salvata grazie al sangue ricevuto da Sandy, una cucciolona di razza pitbull di un anno e mezzo.

Sissy, lasciata ad Omar dalla zia, deceduta nel 2011, è stata, infatti, operata per un tumore e avendo una forte condizione di anemia, necessitava urgentemente di sangue. Così il suo veterinario, Flavio Colombo Giardinelli, ha deciso di procedere con la trasfusione, avvalendosi dell’aiuto proprio di un pitbull, cane che nella fantasia popolare è indicato, il più delle volte, come feroce e pericoloso.

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Un momento emozionante – come ricorda lo stesso Dott. Colombo Giardinelli – vedere questi due cani vicini, mentre l’una regalava all’altra ancora una speranza di sopravvivenza. E, infatti, Sissy ora sta bene e ce l’ha fatta.

Quello del reperimento di sangue è un problema particolarmente sentito dal mondo animale. Ma questa non è di certo una notizia che susciterà meraviglia; se, infatti, non è facile reperire sangue quando una persona ne ha bisogno, nel momento in cui il paziente è un nostro amico a quattro zampe, tutto ciò si trasforma in un’impresa assolutamente titanica.

La prima difficoltà, oltre alla paura dei proprietari di cani e gatti che non vogliono che qualcuno “metta mano” sui propri pet, se non quando si tratta di un’emergenza in senso stretto, è quella di trovare un “donatore idoneo”. Ossia non tutti i cani e i gatti possono donare il sangue. Per i cani è necessario, innanzitutto, avere un peso di almeno venti chili, mentre per i gatti il peso passa a cinque chili; in ogni caso il volume massimo di sangue che si può loro prelevare è pari al 10% del volume ematico totale.

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Non si tratta, pertanto, di una pratica pericolosa per il donatore, mentre può rappresentare l’unica possibilità di vita per un altro animale in difficoltà, perché se occorre una trasfusione in caso di operazione programmata, generalmente, con il passa parola, la richiesta tra amici, si riesce a superare la difficoltà. Ma, se si tratta di un’emergenza, un’emorragia, un investimento o una ferita penetrante, tutte condizioni che mettono in pericolo di vita il nostro amico a quattro zampe, allora il fattore tempo diviene una discriminante. Il sangue, infatti, serve immediatamente, non si ha la possibilità di attendere i passaparola o le richieste ai conoscenti. La tempestività è la parola d’ordine e richiede che ci sia subito plasma a portata di mano.

Per la creazione della banca del sangue a Treviglio, il Dott. Colombo Giardinelli ha messo a disposizione la sua professionalità per effettuare il test di individuazione del gruppo sanguigno dei cani, così da poter avere un primo nucleo, da cui partire. Al momento sono circa una ventina i donatori a quattro zampe ufficiali e i loro riferimenti possono essere reperiti sul sito internet della clinica, in cui opera questo medico veterinario (http://www.veterinariogiardinelli.it/).

Nei cani sono presenti otto diversi gruppi sanguigni, indicati come DEA (Dog Erythrocyte Antigen) 1.1, 1.2, 3, 4, 5, 6, 7; la loro determinazione viene fatta con un semplice prelievo di sangue e, al momento, in commercio si trova un kit veloce, che consente, però, di identificare soltanto il gruppo DEA 1.1. I cani DEA 1.1 sono considerati donatori universali, quindi il loro sangue può aiutare qualsiasi altro cane.

I gatti hanno, invece, solo tre tipi di gruppi sanguigni: A, B e, più raramente, AB. Dal momento che questi animali possiedono degli anticorpi naturali contro gruppi sanguigni diversi dal proprio, è indispensabile procedere all’identificazione del gruppo sanguigno e, solo dopo, effettuare la trasfusione. Non esiste un gatto donatore universale; piuttosto i gatti di gruppo A hanno anticorpi verso B; quelli di tipo B li hanno verso A; quelli AB sono, invece, dei donatori universali, perché privi di anticorpi.

Chiunque condivide la propria vita con un pet sa bene quanta sofferenza provochi il vederlo star male; quindi, la possibilità di donare il sangue deve iniziare ad essere valutata seriamente da ciascun proprietario. Un gesto semplice che può salvare altre vite.