Bob Marley, la famiglia entra nel commercio legale di marijuana

Bob

Quando si pensa alla marijuana, è impossibile non pensare anche a Bob Marley, il consumatore di “ganja” (come questa viene chiamata in Giamaica) per antonomasia. Come adepto della religione rastafariana, infatti, Bob sosteneva che gli spinelli contribuissero alla sua crescita spirituale (anche le sue famose “treccine”, i “dreadlock”, avevano un significato religioso).

Marley morì di cancro a soli 36 anni nel 1981, ma il suo mito rimane ancora vivo in tutto il mondo. Ebbene, oggi la sua famiglia è entrata nel commercio legale di cannabis, firmando di fatto un accordo con una società di private equità di Seattle, la Privateer Holding, per lanciare l’uso di “erbaad uso ricreativo: il Marley Natural. Il viso della pop star reggae campeggia sullo spot pubblicitario.

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Il lancio del prodotto avverrà nel 2015 in quei Paesi del mondo e negli Stati americani in cui il commercio di marijuana è legale.

Verranno vendute le varianti di cannabis che erano più apprezzate dal cantante e persino accessori come creme per la pelle e burro di cacao a base di marijuana, oltre a pipette e vaporizzatori “come piacevano a lui”. “Le opinioni sulla cannabis stanno cambiando”, ha dichiarato Cedella Marley, una dei figli di Bob: “La gente ne riconosce i benefici e nostro padre è stato un leader di questo cambiamento”.

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
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