Conto corrente in rosso e addebito automatico

Bollette, utenze automatiche e conti correnti in rosso? Ecco cosa succederà dal 1 gennaio

Conti correnti e addebito automatico, impegni e pagamenti vanno rispettati!

Con l’inizio del nuovo anno avere conti correnti in rosso e addebiti automatici (bollette, utenze, rate) che non si possono pagare, sarà molto rischioso. Si può essere segnalati come debitori in sofferenza.

Molti di voi sapranno che, società di luce e gas, di telefono e TV (vale anche per Netflix, Disney Plus e piattaforme simili), società finanziarie e creditizie, con cui si stipulano contratti per finanziamenti e prestiti, danno la possibilità di poter addebitare rate, bollette e anche tasse o imposte automaticamente sul conto corrente.

Ogni mese, se ci sono i soldi e quindi tanta liquidità, la banca con il rid automatico spedirà al posto tuo i pagamenti. Una bella comodità ma anche un impegno da tenere sempre sotto controllo, perché le regole finanziarie dal prossimo anno saranno più rigide.

Cosa succederà dal 1 gennaio nei conti correnti in rosso o con poca liquidità, quali rischi bisogna prevedere ed evitare?

Quando la liquidità è risicata nel conto e si ha un pagamento automatico che sfora il credito residuo, la banca poteva decidere di bloccare il pagamento e avvisare il cliente, mandare leggermente in rosso il conto.

Con l’EBA, Autorità Bancaria Europea, sono entrate in vigore delle regole che portano le banche al blocco automatico e immediato degli addebiti automatici sui conti correnti in rosso o che rischiano di diventare tali.

Lo spiega bene il Centro Studi di Unimpresa, si legge sul FQ, i piccoli sconfinamenti non saranno più possibili. Purtroppo, un cambiamento così repentino e rigido di regole, sarà un danno per artigiani, commercianti, piccoli imprenditori ma anche le famiglie.

Unimpresa spiega che la piccola forma di flessibilità finora applicabile dalle banche, permetteva di rispondere a momenti di crisi e impegni economici importanti. In un contesto aziendale parliamo anche di stipendi, contributi previdenziali, rate di finanziamento, per le famiglie anche di mutui.

Che cosa comporta essere segnalati come debitori nella centrale rischi?

Per effetto del regolamento EBA, dopo tre mese di mancati pagamenti da soli 100 euro, la banca ha l’obbligo di segnalare il debitore nella centrale rischi.

Essere debitori a livello bancario è una condizione da non prendere sotto gamba, le conseguenze sul lungo medio periodo sono diverse e sono gravi. Lo spiegò molto bene l’ABI, Associazione bancaria italiana, tempo fa quando uscirono le prime regole rigide. Una condizione di indebitamento non può durare per più di 90 giorni.

Essere cattivo pagatore è una condizione che esclude una persona, definita inadempiente, dalla possibilità di accedere al credito e prospettive di ripresa. Con le regole più serve da parte dell’Autorità bancaria europea, finire in questa condizione non è difficile.

Per questo ABI e associazioni di categorie si sono unite in una lettera spiegando che bisogna intervenire con urgenza “sulle regole relative all’identificazione dei debitori come deteriorati (c.d. ‘definizione di default’).

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