Economia

Bonus colonnine domestiche 2026, torna il contributo fino a 1.500 euro: chi può ottenerlo e come richiederlo

Il Governo conferma il bonus per installare una wallbox o una colonnina di ricarica domestica: ecco chi può ottenerlo, quanto spetta e quali spese sono ammesse.

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Buone notizie per chi possiede un’auto elettrica o intende acquistarne una. Il Bonus colonnine domestiche torna anche nel 2026 grazie al nuovo decreto che rifinanzia la misura fino al 2030, con nuove risorse dedicate all’installazione di infrastrutture di ricarica private. L’obiettivo è incentivare la mobilità elettrica e rendere più conveniente la ricarica domestica, riducendo i costi sostenuti da famiglie e condomìni.

L’incentivo consiste in un contributo a fondo perduto pari all’80% delle spese ammissibili, entro specifici limiti massimi previsti dalla normativa.

Quanto spetta

Per il 2026 il bonus copre l’80% del costo sostenuto per acquistare e installare una colonnina di ricarica domestica.

Il contributo massimo è pari a:

  • 1.500 euro per le persone fisiche;
  • 8.000 euro per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali.

Ad esempio, se un privato sostiene una spesa di 1.600 euro, potrà ricevere un contributo di 1.280 euro. Se invece la spesa supera il limite previsto, il rimborso non potrà comunque eccedere i 1.500 euro.

Chi può richiedere il bonus

L’agevolazione è destinata a:

  • persone fisiche residenti in Italia;
  • condomìni che installano infrastrutture di ricarica nelle parti comuni.

Nel caso dei privati, la colonnina deve essere destinata esclusivamente all’uso personale e non può essere accessibile al pubblico. Per i condomìni, invece, l’infrastruttura deve essere destinata all’utilizzo collettivo dei condomini.

Quali spese sono ammesse

Il contributo non riguarda soltanto l’acquisto della wallbox.

Sono infatti comprese anche le spese relative a:

  • acquisto della colonnina o della wallbox;
  • posa in opera;
  • adeguamento dell’impianto elettrico;
  • opere edili strettamente necessarie;
  • progettazione;
  • direzione lavori;
  • collaudi;
  • dispositivi di monitoraggio;
  • costi per la connessione alla rete elettrica e attivazione di un nuovo POD, quando necessaria.

Come richiedere il contributo

Il bonus non viene riconosciuto automaticamente.

La domanda dovrà essere presentata attraverso la piattaforma online gestita da Invitalia, utilizzando SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi.

Alla richiesta dovranno essere allegati, tra gli altri documenti:

  • fatture elettroniche;
  • ricevute dei pagamenti effettuati con strumenti tracciabili;
  • coordinate IBAN;
  • dichiarazione di conformità dell’impianto;
  • relazione finale dell’intervento.

Le richieste saranno esaminate fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Pagamenti solo con strumenti tracciabili

Per ottenere il contributo è indispensabile che tutte le spese siano pagate con mezzi tracciabili, come bonifico bancario o carta di pagamento.

Non sono ammessi pagamenti in contanti. Inoltre, le fatture dovranno riportare in modo dettagliato i beni acquistati e gli interventi eseguiti.

Quando apriranno le domande

Il decreto ha confermato il rifinanziamento della misura fino al 2030, ma l’apertura dello sportello sarà definita con successivi provvedimenti attuativi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

La piattaforma di Invitalia sarà resa disponibile dopo la pubblicazione delle istruzioni operative e del calendario ufficiale.

Stanziate nuove risorse fino al 2030

Il nuovo decreto prevede risorse dedicate per diversi anni. Per il 2026 sono previsti 5 milioni di euro di nuovi stanziamenti, cui si aggiungono 10 milioni di euro di residui disponibili, mentre ulteriori fondi sono programmati fino al 2030 per garantire continuità all’incentivo.

Un incentivo che favorisce la mobilità elettrica

Il Bonus colonnine domestiche rappresenta uno degli strumenti più importanti per sostenere la diffusione dei veicoli elettrici in Italia. Grazie al rimborso dell’80% delle spese sostenute, famiglie e condomìni possono ridurre in modo significativo il costo dell’installazione di una wallbox privata, rendendo la ricarica domestica più semplice, comoda ed economica.

Prima di presentare la domanda è comunque consigliabile consultare i siti ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e di Invitalia, dove saranno pubblicate tutte le istruzioni operative e le date di apertura dello sportello.

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