Bonus pubblicità: cosa cambia con il Decreto Cura Italia

Il decreto Cura Italia introduce una disciplina speciale per il bonus pubblicità. Solo per il 2020, il credito d’imposta è pari al 30% degli investimenti pubblicitari effettuati sulla stampa (giornali quotidiani e periodici, locali e nazionali, anche on line) e sulle emittenti radio-televisive a diffusione locale.

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Il Decreto Cura Italia, D.L. n. 18 del 17 marzo 2020, “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 17 marzo 2020 prevede numerose misure a supporto del comparto sanitario e lavorativo che ha subito delle perdite a causa della pandemia da Coronavirus. Tra le misure previste, c’è anche una ad hoc per il Bonus Pubblicità. Si tratta di un credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali, con un incremento minimo dell’1% rispetto agli analoghi investimenti dell’anno precedente, effettuati dalle imprese, dai lavoratori autonomi e dagli enti non commerciali, sulla stampa (giornali quotidiani e periodici, locali e nazionali) e sulle emittenti radio-televisive a diffusione locale. Dal 2019 il credito di imposta era previsto nella misura unica del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati.

Bonus pubblicità: come effettuare la domanda

I beneficiari del bonus pubblicità possono farne richiesta nel periodo temporale che va dal 1 al 31 marzo.

Tramite la cosiddetta “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta“, è possibile fare una sorta di prenotazione, con cui l’azienda comunica gli investimenti pubblicitari che ha effettuato o intende effettuare nel corso dell’anno. Sulla base di queste comunicazioni il Dipartimento dell’editoria stila e pubblica l’elenco delle imprese aventi diritto, con l’indicazione della somma spettante.

Nel gennaio dell’anno successivo, cioè 2021, andrà invece presentata la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati“, in seguito alla quale il dipartimento forma l’elenco dei soggetti ammessi all’utilizzo dell’agevolazione.

Per effettuare la domanda bisogna accedere tramite le proprie credenziali SPID, Entratel e Fisconline, o con la Carta Nazionale dei Servizi.

Una volta effettuato l’accesso, bisogna accedere al menù “Servizi per”, e quindi la voce “comunicare”. Dal menù si sceglie il pulsante “Credito di imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali”, e poi si seleziona la voce “Comunicazione”.

A questo punto verranno richiesti dei dati per proseguire e solo dopo sarà possibile compilare il modello “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta“.

Il servizio telematico rilascerà l’attestazione di ricevuta dati e la comunicazione verrà considerata valida a partire da quel giorno.

Bonus pubblicità: cosa prevede il Decreto Cura Italia

Il Decreto Cura Italia per il Bonus Pubblicità prevede, solo per il 2020, il credito d’imposta pari al 30% degli investimenti pubblicitari effettuati sulla stampa (giornali quotidiani e periodici, locali e nazionali, anche on line) e sulle emittenti radio-televisive a diffusione locale.

Quindi, per l’anno in corso, si sostituisce il metodo di calcolo incrementale previsto dalla disciplina ordinaria con il metodo di calcolo volumetrico. Il credito d’imposta spettante deve essere, quindi, quantificato su tutto lo stock di investimenti pubblicitari effettuati.

La disciplina speciale è dettata dall’articolo 98, comma 1, del decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020) ed ha l’obiettivo di contrastare il calo degli investimenti pubblicitari determinati dall’emergenza epidemiologica da Coronavirus. Le nuove regole, valide solo per l’anno in corso, si distinguono dalla disciplina ordinaria per due aspetti sostanziali: il metodo di calcolo del credito d’imposta e la misura dell’agevolazione.

Il limite massimo di spesa è previsto per la misura pari a 27,5 milioni di euro e gli investimenti in pubblicità devono comunque essere maggiori dell’1% rispetto all’anno prima.

Un’altra novità inserita dal Decreto riguarda il differimento di 6 mesi del periodo di invio della comunicazione telematica di accesso al credito. Le nuove domande, dunque, potranno essere presentate dal 1 al 30 settembre 2020 e si andranno ad aggiungere a quelle già presentate tra il 1 ed il 31 marzo 2020, che resteranno valide.

I soggetti ammessi possono utilizzare il credito d’imposta, a decorrere dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento di ammissione, in compensazione da effettuare con il modello F24 attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle entrate. Se la somma supera i 150mila euro, bisogna invece attendere la comunicazione individuale di abilitazione.