Bonus ristoranti 5 mila euro, la proposta di Bellanova

La ministra delle politiche agricole Bellanova ha proposto un bonus a fondo perduto per evitare chiusure e crollo di coperti dei ristoranti

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Il ministro delle politiche agricole Teresa Bellanova ha avanzato una proposta per aiutare la attività di ristorazione gravemente danneggiate dal coronavirus. Si tratterebbe di un bonus ristoranti di 5 mila euro a fondo perduto e compensare cosi il crollo di coperti. Una misura urgente, da finanziare con un Fondo ad hoc da 1 miliardo, a sostegno del settore ristorazione.

Bar e ristoranti sono state le attività più colpite dal lockdown forzato oltre al calo dei turisti e dei dipendenti di uffici costretti a lavorare da casa con lo smartworking.

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Calo dei consumi del 40%

Secondo una prima indagine della Coldiretti si è avuto un crollo di 34 miliardi nel primo semestre 2020. Prima della pandemia una buona percentuale di italiani circa il 35% era un’abitudinario dei pasti fuori casa per un valore di mercato che si aggirava intorno agli 86 miliardi. Il calo dei consumi per colazione, pranzo e cene è stato del 40%.

L’associazione ritiene che il bonus sia necessario e fondamentale per una rapida crescita economica per assicurare investimenti soprattutto a chi sta pensando di chiudere e di evitare cosi il taglio dei costi delle materie prime. In tutto ciò ne risentono anche le richieste ai fornitori di carne, pesce, alcolici.

Le parole della ministra Bellanova

L’ipotesi era già stata avanzata nel corso del Tavolo con la ristorazione, voluto dalla ministra Bellanova e dal ministro Patuanelli, il 29 maggio scorso. La ministra Bellanova ha dichiarato “deve essere considerata nella sua prospettiva ampia: dal lavoratore agricolo al consumatore. In questa ottica il settore ho.re.ca rappresenta un anello cruciale, direi determinante, considerata soprattutto la quota significativa di prodotto agroalimentare nazionale, inclusi vini e bevande, che viene assorbita da ristoranti e pizzerie, e che influisce in modo rilevante sui segmenti di eccellenza delle nostre produzioni. L’emergenza Covid-19 e la prolungata chiusura di gran parte di questi esercizi ha determinato uno stress che si ripercuote su tutti i soggetti economici coinvolti nel sistema agroalimentare“.