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“Il lockdown non era assolutamente necessario” intervista esclusiva al dott. Tarro

“È un virus iniziato in Cina e quasi in contemporanea in Lombardia. In Cina è finito a metà marzo ed in Lombardia sta finendo adesso” sintetizza il Dottor Giulio Tarro. Quest’ultimo si presenta affabile e simpatico ma siamo consci dei decenni di studi che ha alle sue spalle e che ne hanno sottolineato la sua ineguagliabile competenza e preparazione. Dietro tanta semplicità si erge una persona qualitativamente degna di nota. Giulio Tarro è uno stimato Medico nonché Virologo e Primario Emerito dell’Ospedale Cotugno di Napoli. In quanto a COVID-19 il Dottore ha espresso le sue dichiarazioni per diverse testate giornalistiche. Anche Quotidianpost.it ha raggiunto il Dottor Tarro per conoscere le sue teorie in merito al Coronavirus che ha caratterizzato l’anno 2020 confermando il lato infausto dell’anno bisestile. Il Coronavirus si è propagato in tutto il Mondo. TG e portali d’informazione del globo hanno riportato in tutte le lingue e quotidianamente l’aumento del numero dei deceduti da Coronavirus innescando paura e terrore nell’essere umano. Il clima bellico con tanto di nemico invisibile ha fermato la routine di tutta la popolazione mondiale. A tal proposito il Dottor Tarro evidenzia
Intervista al Dottor Tarro
“Sicuramente il Coronavirus è un’epidemia che ha riportato una mortalità del 2%-3% che poi attraverso i tagli di Fauci è stata riportata soltanto all’1% per quanto concerne i casi con COVID-19 anche perché ci sono state mortalità che riguardavano altre patologie in particolare cardiocircolatorie al 14%, metaboliche al 7%, patologie del polmone, del rene” . Il Dottor Tarro ha ricordato il Dottor FAUCI Anthony. Quest’ultimo è in primis un immunologo che ha preso parte in USA alla task force in vista dell’emergenza COVID-19 e noto alla stampa per gli interventi in aiuto al Presidente Donald Trump. Ma in questi mesi il Coronavirus è stato oggetto di controversie che erano già presenti sin dall’inizio. Una pressione maggiore ha riguardato il numero effettivo di morti a causa di tale virus. Nel ricordare le dichiarazioni del Dottor Bacco in quanto a ciò, il Dottor Tarro condivide quanto affermato dal Dottor Bacco e aggiunge “per essere più preciso mi preme sottolineare i dati delle mortalità del 21 maggio. In Italia in tale data vennero riportate circa 31.096 vittime. E di tali casi sono state studiate 3.032 di queste cartelle dall’Istituto Superiore della Sanità con un risultato di soltanto 124 soggetti deceduti per Coronavirus. Pertanto ciò ne fa dedurre che il restante 96%, precisamente il 95,9%, si riferiva ad ottuagenari con altre patologie. Se si vuol parlare di mortalità dovuta al Coronavirus sulla popolazione italiana di 60 milioni, allora possiamo dire che il numero dei morti per Covid è di 1271“.
Il vaccino
Dinanzi alla domanda “può dirci il suo pensiero sul vaccino?”, il dottor Tarro afferma
“Io sono propenso alla terapia che esiste ma non ad una vaccino che non c’è. Il vaccino è un mezzo di prevenzione non di terapia. In questo momento necessita una terapia antivirale. A questo punto la soluzione migliore sta negli anticorpi prodotti dai guariti che si possono avere tranquillamente a basso costo e in tutta sicurezza”.
La sua assertività mista ad un tono rassicurante permette di dar fiducia alle sue tesi. Il suo consiglio è chiaro
“Bisogna isolare gli anziani e fare spazio ai giovani sulla scia degli svedesi che hanno attuato tale principio alla grande senza eseguire alcun lockdown. Se ci fosse stato il virus Ebola, allora sarebbe stato necessario il lockdown ma nel caso del Coronavirus non era assolutamente necessario”.
La seconda ondata del Coronavirus
E della tanto temuta seconda ondata prevista per l’autunno cosa ne pensa?
“Ragioniamo in percentuale. Se noi già sappiamo che a fine marzo, nel momento di alto picco nel nostro Paese, i soggetti italiani che avevano già avuto rapporti col virus erano già undici milioni e duecento mila. Allora eravamo nel clou. In virtù degli anticorpi che si sono prodotti c’è in primis un’immunità cellulare che permette per esempio a tutti quelli che hanno avuto una prima Sars 17 anni fa, nei paesi in cui si è diffusa, di essere immuni al COVID-19. E vale anche per tutti coloro che sono entrati a contatto con animali aventi il Beta-Coronavirus. Per tutti costoro sappiamo che hanno al 50% l’immunità cellulare che li preserva dall’incorrere in problemi. A questo punto stante a tali dati scientifici pubblicati perché preoccuparsi di quest’epidemia pensando all’autunno sapendo che so già come regolarmi.”
Riflessione del Dottor Tarro
Il Dottor Giulio Tarro conclude l’intervista con un ragionamento che non lascia interrogativi tra le risposte
“A seguito di dati rilevanti concernenti analisi eseguite in America è stato dimostrato che nel 36% dei casi il Coronavirus viene attivato nei soggetti che hanno fatto la vaccinazione antinfluenzale. Allora mi chiedo come si può pensare che necessiti fare una vaccinazione per una migliore diagnosi?”
Si ringrazia il Dottor Tarro per l’intervista concessa al Quotidianpost.
#ilvirusnonc’èpiù








