Bryan Ferry: 70 anni di stile e di eccessi

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Cantante dall’estetismo musicale raffinato, nostalgico e dagli amori tormentati, è arrivato all’alba dei 70 con quel gusto romantico senza tempo.

Amante del glamour, delle belle donne e della perfezione lavorativa, Bryan si racconta lungo un percorso di vita fatto di eccessi legati alla droga, alla bella vita e alle orge, come un aspirante Oscar Wilde dei giorni nostri.

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Di lui si dice che è un artista incontentabile con il proprio aspetto esteriore, tanto da rifarsi il passaporto per ben tre volte perché non era soddisfatto delle foto. E nel voler cancellare il suo accento, considerato troppo rozzo e da minatori, tipico della zona in cui nacque, il Newcastle.

Agli inizi degli anni ’80 lascia i Roxy Music, il gruppo con cui iniziò la sua esperienza musicale per intraprendere la carriera da solista, ottenendo un ottimo successo personale e di vendite, con più di 30 milioni di dischi venduti in tutto il mondo. “Slave to love”, fu il suo primo singolo da solista che scrisse per la colonna sonora del film: “9 settimane e ½”, con la bellissima Kim Basinger e il sexy simbol Mikey Rourke.

Antonio Agosta

 

 

 

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