Scienza

Buchi neri, mostri giganti delle galassie: cosa sono realmente?

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I buchi neri sono mostri giganti che si trovano in diverse galassie dell’universo. Quando li nominiamo non possiamo non provare un brivido di ansia mista a sgomento. È normale. Ma cosa sono realmente questi vorticosi fenomeni spaziali che risucchiano l’esistenza? Iniziamo col dire, prima di tutto, che dei buchi neri sono parti dell’universo paurose, certo, ma allo stesso tempo affascinanti per i numerosi misteri scientifici, ancora da svelare. Potremmo descriverli come l’oscurità assoluto, poché tali “ammassi” non sono in grado di emettere luce e sono considerati (a ragione) gli oggetti più pericolosi e distruttivi di tutto il creato. Una curiosità di pochi mesi fa, la scoperta di un buco nero vicinissimo alla Terra. Il corpo celeste è grande circa tre volte il sole e si trova esattamente nella costellazione dell’Unicorno, a 1.500 anni luce dal nostro Pianeta Terra.

I buchi neri: oggetti (in)esistenti

I buchi neri non sono in grado di emettere alcuna radiazione, di conseguenza la possibilità di studiarli diventa ardua, se non nulla. Possiamo solo “analizzarli” teoricamente, tramite nozioni di fisica e matematica. Solo per astratto possiamo meditarli, dato che paradossalmente ci sono, ma allo stesso tempo non ci sono. Come è possibile del resto, avere contezza di qualcosa di invisibile? Il campo gravitazionale di un buco nero è così potente, che ogni cosa che gli si avvicina viene attratta, risucchiata e annullata. Ogni informazione assimilata da un buco nero non può in alcun modo essere espulsa all’esterno.

Delle stelle morte?

Il buco nero può essere paragonato a una stella. Sembra assurdo dato che stiamo parlando di oscurità in antitesi con qualcosa che è portatrice di luce, ma è così. Dobbiamo inoltre tenere conto che uno di questi bestioni può essere caratterizzato da una massa dieci volte maggiore a quella del nostro Sole. Ma come si forma un buco nero? Anche in questo caso dobbiamo dare conto alla mera teoria. Come informa in maniera semplice (ma chiara) il portale Studenti.it, una stella che aumenta gradualmente la sua densità collassa su se stessa, concentrando la propria massa in un solo punto, ossia, il buco nero.

Una gravità inimmaginabile

Lo abbiamo già esplicato: il buco nero è caratterizzato da una gravità portentosa, fortissima, un meccanismo che annulla l’esistenza stessa di tale (ex) stella così come la sua luce. Qualsiasi informazione luminosa viene cancellata nel buco nero. Tutto ciò che gravità attorno a esso viene attratto. Ogni fuga viene impedita e il corpo interessato viene di conseguenza reso del tutto invisibile a qualsiasi possibilità di osservazione da parte di occhio umano o artificiale. Nemmeno un raggio di luce è in grado di fuggire all’annullamento da parte di un buco nero.

Oscurità assoluta

Non potendo emettere radiazioni, un buco nero non riesce neanche a produrre alcun tipo di luce. Proprio per questo motivo risulta essere del tutto scuro. La luce stessa, come già asserito, non riesce a fuggire dall’attrazione di tale mostro, nonostante la velocità elevata. Ricordiamo una cosa importante: i buchi neri, almeno in teoria, non esplodono, ma implodono. Non è detto però che ogni cosa che sta intorno a essi venga automaticamente risucchiata: questo vale solamente per i corpi più vicini a tali vortici. Ciò avviene in quanto l’attrazione gravitazionale è inversamente proporzionale alla distanza del corpo interessato.

Come hanno origine i buchi neri?

I buchi neri sono fenomeni studiati da una marea di astrofisici, ma non possedendo informazioni ed elementi concreti sulla loro natura, su di essi gli esperti si sono sempre limitati a disquisire in maniera molto teorica. Nessuna certezza sulla loro reale natura dunque. Tuttavia, secondo alcuni studiosi che si sono cimentati nel comprendere qualcosa di concreto, la forza intensa esercitata da tali oggetti sui corpi vicini ha permesso di rilevare un sistema binario di stelle, o meglio, un buco nero e una stella associati in un unico contesto. Proprio qui il “povero” astro verrebbe disturbato dal campo gravitazionale del buco nero e di conseguenza quest’ultimo rimarrebbe invisibile.

Cosa sono in grado di fare

Un buco nero presente nel sistema binario ha come azione principale quella di rubare il gas che si trova attorno a una stella e risucchiarlo. Durante il “furto” il buco nero è attorniato da tale gas stellare che va a formare una vera e propria corona attorno al mostro oscuro. A questo punto i gas “strappati” raggiungono temperature molto elevate, che però ci fanno captare la presenza del buco nero tramite l’emissione di raggi x. Uno spettacolo suggestivo, che può essere osservato nella Costellazione del Cigno.

La Costellazione del Cigno

La Costellazione del Cigno, luogo in cui potrebbe essere presente un buco nero, è una delle tre costellazioni caratterizzanti il cielo notturno d’estate. Individuarla nel firmamento è abbastanza semplice. La luce che tale moltitudine di stelle emettono è abbastanza intensa, creando in cielo uno spettacolo stupendo. Cigno, Lira e Triangolo vanno a costituire il cosiddetto “Triangolo estivo”. Nella Costellazione del Cigno sono presenti stelle doppie e una sorgente di raggi X denominata Cygnus X-1, un perfetto esempio di sistema binario caratterizzato da un buco nero e una stella gigante.

Come si dividono?

I buchi neri sono tutti letali, questo è indubbio, ma in base alla loro massa si dividono in quattro categorie maggiori:

Supermassicci: i più grandie semplari di buchi neri caratterizzati da una massa dieci volte superiore a quella del Sole;

  • Di massa intermedia: siti al centro di ammassi stellari e presentanti una massa di gran lunga inferiore rispetto ai supermassicci;

Buchi neri stellari: caratterizzati, come la maggior parte dei buchi neri, da tre importanti grandezze (carica, massa e andamento angolare. Hanno origine dalla diminuzione graduale di temperatura e conseguente contrazione della stella fino al collasso su se stessa.

Micro buchi neri: definiti anche buchi neri microscopici e caratterizzati da una massa più o meno analoga a quella del Sole.

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