Bufera su “tachipirina e vigile attesa”. Da Paragone all’avvocato Elrich Grimaldi: tutti contro il vecchio protocollo

Da Paragone ad avvocati, da medici a virologi. L'accoglimento del ricorso che ha sconvolto mezza Italia: "Tachipirina e vigile attesa", così si cura il Covid secondo le nuove direttive

È bufera sulla decisione del Consiglio di Stato di accogliere il ricorso del Ministro Speranza sui protocolli domiciliari cui attenersi per le cure del Covid-19.

Come sappiamo, il ministro aveva presentato ricorso avverso la sentenza del Tar del Lazio, il 4 marzo scorso, che aveva stabilito che: “i medici nel trattamento dei pazienti positivi al coronavirus potessero prescrivere i farmaci che essi ritengono più opportuni secondo scienza e coscienza“. Ma “a sorpresa” il Consiglio di Stato ha dato ragione a Speranza.

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Questo è bastato a scatenare l’ira funesta degli italiani, che hanno lamentato una sorta di superficialità da parte del ministro. In effetti, la decisone ha lasciato basiti oltre che molti medici, anche molti avvocati.

Tra loro anche l’avvocato Elrich Grimaldi, Presidente del Comitato Cura Domiciliare Covid 19, che in un video postato sulla sua pagina facebook ha affermato: “Non farò mai giocare la politica con la salute degli italiani. Dovevamo aspettarci che succedesse anche questo, in Italia. Ma beh, ormai è successo”.

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Insomma, una decisione assai chiacchierata e forse poco felice, che in un momento in cui la paura di AstraZeneca ha già generato diffidenza nel popolo italiano, rende ancora più difficile il ritorno della fiducia dei cittadini. Qui il video integrale:

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Gianluigi Paragone si è poi detto furioso, come ben evidenzia l’ultimo articolo sul suo sito: Continuano le follie del ministro della salute Roberto Speranza. Mentre tutti chiedono le sue dimissioni, e mentre di giorno in giorno i giornali e la Procura rivelano i danni immani commessi da lui e dalla sua struttura, lui continua a dare direttive prive di ogni logica e utilità. Lo scopo ormai evidente non è quello di contrastare il virus ma di far sì che l’emergenza continui. Nei giorni scorsi il ministero della Salute, guidato da Roberto Speranza, e l’Agenzia italiana del farmaco hanno presentato ricorso al Consiglio di Stato contro l’ordinanza con la quale il Tar del Lazio, il 4 marzo scorso, aveva stabilito che i medici nel trattamento dei pazienti positivi al coronavirus potessero ‘prescrivere i farmaci che essi ritengono più opportuni secondo scienza e coscienza’ senza necessariamente attenersi ai protocolli Aifa che prevedono che le cure domiciliari si basino sulla somministrazione di paracetamolo e vigile attesa. Ebbene, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello del Ministero della Salute e di Aifa”, ha scritto il giornalista.

Francesca Angelica Ereddia
Francesca Angelica Ereddia
Classe 1990, Laureata in Giurisprudenza, siciliana, una passione per la scrittura, la musica e l'arte. Per aspera ad astra, dicevano. Io, nel frattempo, continuo a guardare le stelle.