Costo del caffè a un euro e cinquanta, Assoutenti lancia l’allarme

Non si arresta la folle corsa dei prezzi. Anche fare colazione al bar rischia di diventare un lusso per le tasche degli italiani.

Dopo luce e gas, scatta anche il caro-colazione. I rincari in bolletta si aggiungono ai sovraprezzi delle materie prime. E il caffè al banco potrebbe arrivare a 1,50 euro.

La colazione al bar rischia così di diventare un lusso da ricchi. A lanciare l’allarme è Assoutenti, che segnala aumenti a macchia di leopardo per quel che riguarda i listini di caffè, cappuccino e cornetti.

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L’associazione, che si occupa della tutela e della promozione dei diritti fondamentali dei consumatori, in particolare degli utenti del servizio pubblico, ha denunciato i forti rialzi in una nota: “Stiamo ricevendo negli ultimi giorni numerose segnalazioni da parte dei consumatori che denunciano aumenti dei prezzi dell’espresso, ma anche dei cappuccini e dei dolci lievitati, consumati al banco o ai tavoli dei bar di tutta Italia – dichiara Assoutenti – Incrementi dei listini di pochi centesimi di euro, ma che vengono immediatamente avvertiti dai cittadini che ogni giorno si recano in uno degli oltre 160mila bar presenti in Italia”.

In molti esercizi il costo del caffè espresso sta salendo da 1 euro a 1,10 euro (+10%) mentre il cappuccino, che nel 2021 costava mediamente 1,40 euro, oggi viene aumentato in molti bar a 1,50 euro (aumento del +7,1%). Aumenti del +20% invece per i prezzi di cornetti, brioches e lievitati che aumentano da 1 euro a 1,20 euro.

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Ogni giorno 5,5 milioni di italiani fanno colazione nei bar dislocati sul territorio, un appuntamento irrinunciabile che sia un caffè veloce al banco o una brioche consumata seduti al tavolo – spiega il presidente di Assoutenti Furio Truzzi – Una abitudine che, tuttavia, potrebbe subire a breve pesanti modifiche a causa dei rincari dei listini all’orizzonte”.

Le cause dei rincari sono almeno due, prosegue Truzzi: “Il costo delle materie prime degli alimentari che compongono i prodotti consumati durante la colazione ha infatti raggiunto i livelli più alti degli ultimi 10 anni: da inizio anno le quotazioni del caffè sono aumentate dell’80%, quelle del latte del 60%, lo zucchero segna un +30%, le uova +26% e il cacao +20%. A tale rincari occorre aggiungere l’aumento delle bollette di luce e gas scattato lo scorso ottobre, che determina aggravi di spesa per l’energia a carico degli esercenti”.

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I rialzi sono confermati dall’Istat, che nel mese di dicembre ha registrato per il comparto bar un aumento medio dei listini pari a +2,8%. Anche le associazioni di categoria confermano gli aumenti: la Fipe (Federazione Pubblici Esercizi) dichiara che il 76% dei gestori di bar avrebbe aggiornato il listino prezzi tra l’ultima parte del 2021 e l’inizio del 2022.

A far schizzare in alto i prezzi di caffè, cappuccino e cornetti sono sia il caro-bollette – a causa dei rincari da record di luce e gas scattati ad inizio anno – sia il forte incremento delle materie prime: nel 2021 le quotazioni del caffè sono aumentate del +81%, il latte del +60%, zucchero e cacao del +30%. Un rialzo dei costi che gli esercenti, inevitabilmente, scaricano sul consumatore finale. Da qui il fenomeno del “caro-colazione” che si sta diffondendo nell’intera penisola.

Esprime preoccupazione per i rincari anche Daniela Ruffino, deputata di Coraggio Italia: “L’inflazione galoppante rischia di vanificare le misure e i ristori messi in campo con la legge di Bilancio”, commenta la parlamentare. “Misure – aggiunge – vanificate dai rincari che colpiranno le famiglie e che interesseranno anche beni di prima necessità come la pasta o il  caffé presenti sugli scaffali del supermercato”. Per la deputata “quest’ondata globale di rincaro dei prezzi sta diventando per l’economia un virus tanto ostile quanto quello del Covid per i cittadini. Una bomba che il Governo deve disinnescare al più presto, prima che i suoi effetti si ripercuotano sul Paese e sulla vita dei cittadini. Agire tardi significherebbe mettere in pericolo la crescita e vanificare le opportunità messe in campo con il Pnrr”.

Emiliano Fumaneri
Emiliano Fumaneri
Veronese di nascita, ho vissuto molti anni in Trentino-Alto Adige (Merano, Trento, Rovereto). Ho studiato Sociologia a Trento. Vivere in una regione di confine così ricca di storia e di strazi ha suscitato in me la passione per le lingue straniere e la curiosità per culture e costumi differenti.