Campovolo 2015: festeggia così 25 anni di carriera Luciano Ligabue

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Sabato 19 Settembre 2015 Campovolo si accende di luci e suoni, che segnano la storia di Luciano Ligabue: 25 anni di carriera e tantissimi successi.

Nella folla ci siamo anche noi. Dopo un lunghissimo viaggio in pullman, nel primo pomeriggio di sabato arriviamo, infatti, a Reggio Emilia e troviamo una città in festa, dove a far da padrone sono i fratini gialli e gli stand dello staff del cantante romagnolo.

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Ci accoglie così Luciano Ligabue, nella sua terra, nella sua città: motociclisti dell’organizzazione fanno da staffetta ai pullman in arrivo e ci accompagnano ai parcheggi. Qui sta il mondo, l’Italia che si ritrova per festeggiare insieme quest’evento: Campovolo 2015, da mesi ne parliamo ed ora finalmente ci siamo.

dentL’entrata nell’area del concerto è un’emozione intensa, che scorre davvero lungo le vene, arrivando dritta fino al cuore, facendolo battere un pò di più. Una fiumana umana segna il percorso fino ai cancelli, trascinando con sé e colori e risate. Sembra quasi di essere tornati adolescenti e che gli oltre quarantanni, che ci portiamo dietro, siano per qualche ora più leggeri.

Colori, musica, stand…per un giorno tutto parla solo di Ligabue. Quindi, prima di entrare nell’area del concerto vera e propria, di fronte ad un immenso palco, alle spalle del quale si erige un ancor più immenso maxi schermo, decidiamo di visitare il tendone del Ligastory.

Al suo interno, foto, copertine di album, il primo vinile, pezzi di concerti che si intrecciano con pezzi di vita e narrano la storia di questi ultimi 25 anni di un cantautore, che poi, in fondo, è sempre rimasto quello che era. Nel tempo Ligabue è stato – a mio avviso – uno dei pochi personaggi dello spettacolo, che ha saputo viaggiare insieme al tempo, senza tentare di sfidarlo. Lo dimostrano il suo cambio di look, i suoi capelli ora corti ed argentati, le sue parole…vivere ad orecchio sempre e comunque, ma sapendo che la vita è fatta di bene e di male, anche se si cerca di ignorarlo è un pò il punto fermo della sua esistenza.

E, tra foto dopo foto, il tempo vola, tra stand, ruota panoramica, dirigibili e quant’altro incontriamo lungo il nostro percorso (oltre ovviamente a tappa birra e lambrusco e pop corn!).

Così alle 20:30 quando, come da programma, entra sul palco la prima delle tre band che hanno suonato nel tempo con il Liga, la folla diventa un’unica voce, l’emozione vibra tra la gente, quasi fosse un’onda energetica, che porta tutti in un secondo a saltare in piedi, urlando ed intonando le prime canzoni di Ligabue, quelle che in qualche modo hanno segnato l’inizio della sua carriera e non l’hanno mai più dentabbandonato.

Sul palco, accanto a lui, volti e voci note di sempre…Si inizia con i Clandestino, come prima formazione, con i quali LIgabue esegue tutto il suo primo album; così nella formazione troviamo alla batteria Gigi Cavalli Cocchi, al basso Luciano Ghezzi, alla chitarra Max Cottafavi, alle tastiere Giovanni Marani, insieme ad alcuni ospiti d’eccezione, come Emiliano Vernizzi al sax e Anchise Bolchi al banjo e violino.

A seguire sul palco è la volta de La Banda, con Antonio Rigo Righetti al basso, Robby Sanchez Pellani alla batteria, Mel Previte e Fede Poggipollini alle chitarre e, quali ospiti, ospiti Max Lugli, all’armonica e Pippo Guarnera, all’organo hammond. L’album che fa da padrone con la seconda formazione è Buon compleanno Elvis.

Infine, si chiude con Il Gruppo, attuale band di Ligabue, composta da Davide Pezzin al basso,  Niccolò Bossini e il Capitan Fede Poggipollini alle chitarre, Michael Urbano alla batteria e Luciano Luisi alle tastiere. I brani di quest’ultima parte di spettacolo spaziano tra i diversi successi, che hanno segnato questi primi 25 anni di carriera.

Tre ore e mezzo quasi di musica, battute di un cantautore che scherza sulle sue canzoni meno riuscite e che conclude con un grazie a tutti i suoi fans, per non averlo mai lasciato solo, per esserci stati sempre in un modo e nell’altro. Ma Luciano, si sa, è un uomo generoso, che unisce al grazie anche l’impegno di esserci lui per tutti noi.

dent2E di sicuro le sue note ci sono state per i 150.000 spettatori di Campovolo 2015, altrimenti non saremmo qui.

Brindisi alla carriera, con maxi bottiglie stappate insieme allo storico Mario, e fuochi d’artificio finali, che illuminano un cielo, che, per una sera, ne ha viste tante di storie da lassù, ha sentito cori alzarsi così in alto da provare un leggero senso di invasione, pur senza indietreggiare.

Quando il concerto finisce, lentamente e di sicuro svogliatamente ci rimettiamo in movimento verso casa. La festa continua ancora per tutta la notte, perché non è facile salutare gli amici, quando si sta bene insieme. Mentre le luci del palco, dunque, iniziano a spegnersi, zaino in spalla e si va. Campovolo 2015 ha segnato per tutti i fans di Ligabue un altro pezzo di storia!

Le foto dell’articolo ci sono state concesse da Alessandro Rotondi, Roberta D’Alessandro e Roma per Liga: a loro un sentito ringraziamento dalla redazione di Generazioneweb per avercele inviate.