Carmen Consoli: L’abitudine di tornare… In grande stile!

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Carmen Consoli ritorna in grande stile col suo nuovo album “L’abitudine di tornare” dopo cinque anni di assenza.

La Cantantessa, come ama farsi chiamare, infatti, se mi concedete la battuta, non ha perso l’abitudine di tornare a calcare le scene con album di alto livello.

Per voi, ho avuto il piacere di ascoltarlo per intero oggi. Si tratta di un’opera impegnata che si occupa dei principali argomenti caldi della vita socio-economica del Paese.

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Il primo pezzo <<L’abitudine di tornare>> che dà il titolo all’intero album, mette a nudo l’ipocrisia di un uomo che tradisce ripetutamente la propria moglie da dieci anni con un’altra donna, con la quale ha concepito un figlio. Il dolore di madre e figlio di essere << gli altri>> mentre l’uomo riesce ad andare avanti immutabile a sé stesso, spinto dall’abitudine.

<<Ottobre>> parla di un’esperienza omosessuale tra due ragazze adolescenti con scenario la natura mediterranea che si prepara lentamente per l’autunno. Il testo, ben scritto, lascia intendere i patemi e le sensazioni provate dalle protagoniste che devono affrontare il loro sentimento in clandestinità. <<Piuttosto che il limbo avrei scelto l’inferno fosse stato il prezzo della libertà>>. Ricorda vagamente quel <<Meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente>> presente in <<Gimme the Prize>> dei Queen.

<<Esercito Silente>> parla della mafia in una straziata Palermo, vittima di stragi e del silenzio di persone che non vedono e non sentono mai e attraversata da cortei commossi dietro alle bare. Sono questi cortei l’esercito del Generale Dalla Chiesa? Questa domanda si pone Carmen Consoli chiedendosi, inoltre, cosa ne pensi l’Altissimo. Struggente la frase finale: << Chissà se il buon Dio, perdonerà il silenzio. Chissà se il buon Dio perdonerà Palermo.>>.

<< Sintonia imperfetta>> racconta di un rapporto usurato dall’abitudine e dalla routine. <<Quel pomeriggio si passava da un divano all’altro mentre studiavo come dirti che ti avrei lasciato. Tu già dormivi al quarantesimo di Roma-Lazio.>>. Anche in questo caso la forza evocativa dell’artista etnea irrompe. Leggendo questa frase si sente il peso della donna e lo stato d’animo dell’uomo, talmente travolto dall’abitudine da addormentarsi anche durante una partita come Roma Lazio che non è mai banale agonisticamente parlando.

<<La signora del quinto piano>> riporta l’attenzione su uno dei mali degli ultimi anni ovvero la violenza sulle donne, lasciante da sole a vivere un incubo ricevendo l’indifferenza dagli altri, salvo poi il generale pentimento quando succede qualcosa di brutto. Lo stile ironico si adatta bene anche a questa denuncia.

<<Oceani deserti>> e << San Valentino>> esplorano l’amore in maniera non banale, in pieno stile Carmen Consoli. La prima racconta di un rapporto lacerato. Bello l’ossimoro (N.d.R. figura retorica composta dal mettere insieme parole contrastanti) tra le due parole. A volte si può essere lontani pur vivendo nella stessa casa e dormendo nello stesso letto. <<San Valentino>>, in un linguaggio molto ermetico e vagamente somigliante a quello del poeta Montale, racconta i dubbi che inevitabilmente sorgono in una relazione.

<<E forse un giorno>> è la storia di una madre e della sua famiglia travolta dalla crisi economica. Il dramma del marito che ha perso il lavoro, del dover chiedere ai figli di far sacrifici per chissà quanto tempo e il dover vivere in automobile, da reietti. Perché questa crisi non ha solo toccato i nostri redditi ma anche le nostre anime. Ma l’autrice ricorda il ruolo della speranza per un futuro migliore.

<<La notte più lunga>> racconta il dramma dei clandestini e la mercificazione dello stesso, divenuto, spesso, spettacolo ed evento mediatico.

<<Questa piccola magia>> è un omaggio alla maternità e a come guardare il mondo attraverso gli occhi di un piccolo possa cambiare la percezione dello stesso.

In conclusione, per me <<L’abitudine di tornare>> è un ottimo album perché impegnato, coinvolgente, ben arrangiato e suonato. Il resto lo fa la particolare voce di Carmen Consoli ma non è una novità.

Se la sua abitudine di tornare produce questi risultati, ci auguriamo che non la perda mai e che lo faccia portando con sé pezzi di questo genere. Magari senza farci aspettare un lustro.

Per le date del Tour e tutte le altre notizie collegate  consultate il sito dell’artista qui