Casalgrande: domiciliari per un gatto aggressivo

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Gatto aggredisce a graffi e morsi una donna, viene processato dal sindaco e posto ai domiciliari.

Siamo a Casalgrande, Reggio Emilia, e il sindaco Alberto Vaccari ha firmato un’ordinanza che pone ai domiciliari un gatto che ha graffiato e morso una donna.

La notizia è riportata da “Il Giornale” che specifica che in questi casi è il primo cittadino ad essere interpellato.

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Vaccari spiega “Capisco che firmare e leggere un’ordinanza per fermare un gatto possa suscitare ilarità, ma il Regolamento di polizia veterinaria parla chiaro”.

La norma a cui si riferisce Vaccari è del 1954, norma così antica che per questo viene accusata di anacronismo dalle associazioni animaliste.

I veterinari dell’ASL di Scandiano, competenti per il caso del gatto di Casalgrande, spiegano “Quando un animale a sangue caldo morde un essere umano, siamo obbligati a tenere sotto controllo l’animale, per appurare che non abbia trasmesso malattie, come la rabbia, che in Italia sono state debellate ma che potrebbero ripresentarsi”.

Il gatto reggiano non è il solo che è stato posto ai domiciliari, ma prima di lui vi è stato il caso di Merlino, il gatto di Parma, che aveva azzannato un’anziana e che si riguadagnò la libertà solo dopo un adeguato periodo di riabilitazione in famiglia. E ancora, del volpino, Brioche, che nei pressi di Ferrara, si infuriò con una vicina di casa e, quindi, fu rinchiuso per qualche periodo.

Peccato che leggi così ferree non siano state promulgate anche per gli “umani”!

A volte forse ... un po’ sopra le righe, ma questa caratteristica mi permette di adattarmi alle situazioni più varie. Sono Carmela Giordano, ma preferisco essere chiamata Carmen, ormai è tutta la vita che mi presento così e a volte mi sbagliano anche i documenti, ma non fa niente, si correggono. Nel 2001 mi laureo il psicologia presso l’ateneo di Urbino. Il lavoro di tesi mi porta ad avvicinarmi ad un mondo “senza parole” fatto di sensazioni, ad un mondo dove … “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” (da Il piccolo principe). Divento insegnante di massaggio infantile e socia dell’AIMI, Associazione Italiana Massaggio Infantile. Negli anni, conseguo altre certificazioni, perfezionamenti e specializzazioni. Con la tesi di specializzazione, discussa nel novembre del 2008, riesco ad unire le due passioni della vita: il teatro, con lo studio del "Metodo Stanislavskij" e la psicologia, con l’ottica Funzionale. Nel tempo mi sono occupata di tanti ambiti diversi: clinica, formazione, psicodiagnosi, marketing ed organizzazione di eventi, editoria ed altro.
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