Economia

Cassa integrazione: cosa fare se l’IBAN risulta errato?

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Le domande per ricevere la cassa integrazione come sappiamo stanno subendo notevoli ritardi a causa della burocrazia delle Regioni. Oltre a ciò a complicare ulteriormente le cose ci si mettono anche gli errori in fase di compilazione delle domande. L’Inps tramite un messaggio sul proprio sito ha spiegato cosa fare in questi casi.

Codice fiscale non corrispondente al codice dell’intestatario

L’Inps ha notato che in alcuni casi il codice fiscale del richiedente non corrisponde con il codice fiscale dell’intestatario del conto corrente sul quale dovrebbe essere accreditato il sussidio. Un problema che comporta notevoli disagi. Il sussidio non può essere accreditato nonostante la compilazione della domanda sia stata completata correttamente. Il richiedente quindi non potrà ricevere l’assegno della cassa integrazione che gli spetta di diritto.

Codice IBAN errato cosa fare?

L’istituto nazionale di previdenza sociale fa sapere che i problemi più comuni derivano dalla mancata corrispondenza tra l’intestatario del conto su cui accreditare il sussidio e il lavoratore che dovrebbe usufruire dello stesso o errori nella trascrizione dell’IBAN. Così, quando i sistemi automatizzati INPS provano a effettuare il pagamento della CIG ricevono un messaggio d’errore e non riescono a proseguire.

Normalmente in questi casi il lavoratore è costretto a rifare la domanda chiedendo aiuto all’azienda presso cui si è dipendenti o del professionista che ha inoltrato la domanda. Ma vista l’emergenza attuale l’Inps ha previsto una procedura più semplice che aiuta i lavoratori a percepire i sussidi il più presto possibile.

In caso di errore l’operatore dell’Inps dovrà cambiare la modalità di pagamento ossia procedere al domicilio postale. Significa che l’importo dovrà essere versato nei conti correnti di Poste Italiane. Quest’ultimo tramite una raccomandata a casa dovrà avvisare il destinatario dell’importo (l’indirizzo di residenza verrà fornito direttamente dal datore di lavoro).

Una volta ricevuta la comunicazione a casa, il lavoratore potrà recarsi presso un qualsiasi ufficio postale in Italia dotato di un documento d’identità in corso di validità per ritirare la somma dovuta.

Cosa fare se non si ricevono comunicazioni a casa

Nel caso non si avessero comunicazioni nè dall’Inps nè da Poste Italiane, il lavoratore dovrà verificare il suo stato di pagamento dal proprio fascicolo Inps. Egli dovrà accedere al suo codice personale  PIN o SPID del sito dell’Inps ed entrare nell’apposita area “Fascicolo previdenziale del cittadino” e poi “Riepilogo pagamenti”.

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