Economia

Centro Italia: un max piano per l’idrogeno

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Produrre energia con l’idrogeno da fonti rinnovabili nelle regioni del Centro Italia. E’ questo il progetto presentato da Aecom Industria all’avanguardia con sede a Los Angeles nello sviluppo energetico. Il progetto è sul tavolo della presidenza del Consiglio ed è stato valutato positivamente dai ministri Patuanelli e De Micheli che stanno valutando il progetto.

Progetto Aecom idrogeno

Il progetto serve per dare sostegno alle regioni colpite dal sisma e dare una risposta concreta cominciando a sfruttare le zone più critiche. L’italia il prossimo anno guiderà il G20 e secondo l’amministratore delegato Gianmarco Lucchini l’italia non può permettersi il lusso di non costruire in tempi rapidi le strutture danneggiate dal sisma, aggiunge visto che si deve costruire comunque ci sono sue opzioni, ricostruire quello che c’era prima o ricostruire e dare rilancio attraverso tecnologie innovative e sostenibili che abbiano un’impatto minimo con l’ambiente e aumentando l’occupazione.

L’obiettivo è quello di unire la progettualità con le nuove tecnologie è l’idrogeno verde previsto dal piano “Italia Veloce“. Intanto si stanno cercando aziende interessate al progetto, Lucchini afferma “i fondi ci sono ora si cercano investitori“. Accanto al colosso americano ci sono altre due aziende italiane partner di Aecom. Si tratta di cinque international la prima società italiana creata per produrre e commercializzare idrogeno verde con sede a Rieti e Ancitel energie e Ambiente con sede operativa a Roma.

Quattro progetti per far ripartire l’Italia

Nelle mani del governo vi sono quattro progetti interessanti per far ripartire il paese. Il primo riguarda appunto la costruzione del polo idrogeno dell’Appennino centrale in una delle aree di crisi industriale in zone sismiche, dove creare un centro di ricerca specializzato in idrogeno come ad esempio impianti per elettrolisi dell’acqua o utilizzo di mezzi pesanti a idrogeno per il trasporto urbano ed extraurbano e cosi via.

Il secondo progetto riguarda la sperimentazione dei primi treni a idrogeno lungo 315 km che vanno dalla tratta di SanSepolcro fino a Sulmona passando per Toscana, Lazio e Abruzzo. Sostituire i treni a gasolio con treni elettrici a idrogeno, un cambiamento non solo economico ma anche ambientale.

Il terzo progetto è dar vita alla ferrovia dei due mari a idrogeno cioè modificare il tratto Sabina-Rieti previsto nel piano 2026 riducendo i costi di realizzazione. Infine il quarto progetto prevede la ricostruzione dei centri abitati distrutti dal sisma facendo ricorso alle nuove tecnologie e in particolare Amatrice facendola diventare la prima città sostenibile del mondo che a 4 anni dal terremoto fatica a prendere forma.

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