Chiesa, beatificato Paolo VI

PaoloVI

La formula – Domenica 19 ottobre Papa Francesco ha innalzato agli onori degli altari Papa Paolo VI, Papa Montini, di fronte a circa 70.000 fedeli, ha riferito la sala stampa vaticana. La festa liturgica del nuovo beato sarà il 26 settembre, giorno della sua nascita, avvenuta nel 1897.

“Noi, accogliendo il desiderio del Nostro Fratello Luciano Monari, Vescovo di Brescia” (Montini era nato a Concesio, proprio nella provincia bresciana), accogliendo il desiderio “di molti altri Fratelli nell’Episcopato e di molti fedeli, dopo aver avuto il parere della Congregazione delle Cause dei Santi, con la Nostra Autorità Apostolica concediamo che il Venerabile Servo di Dio Paolo VI, papa, d’ora in poi sia chiamato Beato e che si possa celebrare la sua festa, nei luoghi e secondo le regole stabilite dal diritto, ogni anno il 26 settembre. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Questa è stata la formula, pronunciata in latino.

L’omelia sull’apertura alle novità – Osservando che Papa Montini “seppe scrutare con coraggio il segno dei tempi”, Bergoglio ha affermato che non bisogna avere paura e delle novità, delle sorprese di Dio”. Così ha detto nell’omelia della messa con cui ha concluso il Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, caratterizzato da importanti distinguo su Comunione ai divorziati e nozze omosessuali. E bisogna riconoscere, ha aggiunto Papa Francesco, “di fronte a qualunque tipo di potere”, che “Dio solo è il signore dell’uomo, e non c’è alcun altro … . Questa è la novità perenne da riscoprire ogni giorno, vincendo il timore che spesso proviamo di fronte alle sorprese di Dio” (in questa chiave, ha sottolineato, va letta la frase di Gesù “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”). “Lui non ha paura delle novità!”, ha proseguito il pontefice. “Per questo, continuamente ci sorprende, aprendoci e conducendoci a vie impensate. Lui ci rinnova, cioè ci fa ‘nuovi’ continuamente. Un cristiano che vive il Vangelo è ‘la novità di Dio’ nella Chiesa e nel Mondo. E Dio ama tanto questa ‘novità’! ‘Dare a Dio quello che è di Dio’, significa aprirsi alla Sua volontà e dedicare a Lui la nostra vita e cooperare al suo Regno di misericordia, di amore e di pace”. Poi ha concluso: “E’ per questo che il cristiano guarda alla realtà futura, quella di Dio, per vivere pienamente la vita (con i piedi ben piantati sulla terra) e rispondere, con coraggio, alle innumerevoli sfide nuove“.

Il saluto a Benedetto XVI – Ad assistere alla cerimonia era presente anche il Papa Emerito Benedetto XVI, che da Papa Paolo VI fu ordinato arcivescovo di Monaco e Frisinga e cardinale nel 1977. Molto calorosa la sua stretta di mano con Francesco, che l’ha sempre invitato nelle occasioni di particolare importanza, per sottolineare la continuità con il suo predecessore. In Piazza San Pietro c’erano anche gli altri due cardinali ancora viventi nominati dal nuovo beato: Paulo Evaristo Arns, brasiliano, e William Wakefield Baum, statunitense. Tra i concelebranti mons. Luciano Monari, vescovo di Brescia, e mons. Angelo Scola, arcivescovo di Milano. Intanto dal capoluogo lombardo è stato possibile seguire la cerimonia su maxischermo in Galleria.

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
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