Salute

Ciclo del sonno e abitudini alimentari sono collegati, ecco il motivo

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Uno studio scientifico pubblicato su NCBI dimostra come schemi alimentari e ciclo del sonno sono fortemente collegati. Le ricerche e le pubblicazioni considerate analizzano dati che partono dagli studi sull’obesità. Si sono poi intervistate persone di diverse culture per dimostrare quali macro e micro nutrienti incidono sulla fase dell’addormentamento o dei continui risvegli. Dagli Stati Uniti arriva la constatazione che tanti snack e una varietà di alimenti molto elevata giornaliera tendono a diminuire il sonno. Invece, in Giappone si è evidenziato come siano i cibi zuccherini a diminuire le capacità di addormentamento.

Per dormire bene bisogna impegnarsi sia sulle abitudini alimentari sia sulle abitudini del sonno

La ricerca che abbiamo citato riporta anche il caso dei sonnellini pomeridiani, quelli che si fanno dopo pranzo magari successivamente ad un pasto sostanzioso. Sono gli scienziati stessi a chiarire che ci sono degli elementi ancora da approfondire, perché sembra che anche una sensazione di stanchezza dovuta al sonno possa comportare la tendenza verso certi cibi piuttosto che altri. In qualche caso anche per abitudine culturale piuttosto che organica.

A tale proposito, è interessante l’intervista a due esperte che spiegano come sia importante impegnarsi tanto a mantenere buone abitudini alimentari quanto quelle del sonno. Non conta se il cibo influenzi il sonno o viceversa, il nostro corpo trae energia da entrambe le attività e solo per questo non si possono considerare indipendenti.

Riportiamo questo piccolo esempio
  • Quante volte vi capita di non dormire ed essere così nervosi o stanchi da non riuscire nemmeno a mangiare?
  • Quante volte invece un cattivo pasto o una cena saltata vi costringe ad alzarvi di notte a causa dei morsi della fame?

Per il corpo è naturale stancarsi verso la sera e far sentire l’effetto del sonno quando la luce solare non c’è più per effetto degli ormoni e in particolare della melatonina. Tuttavia, come tutti gli animali il nostro cervello è in grado di ritornare attivo per qualsiasi motivo e anche perché sovraccaricato.

Tutte le fasi circadiane vanno rispettate iniziando a scegliere bene l’orario della cena

Sappiamo che il sonno ha un ciclo definito circadiano (sonno-veglia), è suddiviso in fasi tutte importanti per risanare il cervello, le cellule e anche lo spirito. Il nostro corpo lavora mentre sogniamo o non, lavora persino quando facciamo un incubo.

Per non permettere al nostro corpo e organismo di interrompere questo ciclo, è importante tenere il più possibile lontano parte degli effetti digestivi. Quindi ad esempio preferire il pasto leggero ma nutriente molto prima di addormentarsi.

Non è tanto la sensazione di pesantezza ad incidere, per quello, come riferiscono le due esperte, è importante ascoltarsi e non andare a letto con lo stomaco troppo pieno e troppo vuoto. Cibi stimolanti come caffeina, zuccheri e zuccheri associati a carboidrati più grassi, stimolano gli ormoni e le nostre energie più vitali.

Aiutare il sonno con l’alimentazione, aiutare l’alimentazione con il sonno

Nello scoprire che sonno e alimentazione sono collegati, è importante seguire questo consiglio, soprattutto se si soffre di insonnia. È importante scegliere cibi che aiutano il sonno, quindi favoriscono l’addormentamento. Aiutare con il sonno l’alimentazione, se si dorme male si hanno poche energie e si è portati a mangiare male.

Nella ricerca che abbiamo consigliato, vengono forniti molti dati e informazioni su questi cibi che favoriscono l’addormento: kiwi (due volte al giorno), amarene, latte perché ricco di triptofano associato alla vitamina D, pesce grasso ricco di Vitamina D e acidi Omega 3 come tonno e salmone.

Non bisogna escludere per forza proteine e carboidrati, basta selezionare le carni più leggere (quelle bianche) e diminuire le quantità di riso, pasta e simili. Sono importanti anche le verdure non tanto per un effetto sul sonno ma perché possono sostituire gli alimenti più ricchi ed energetici, quelli appunto con quantità di carboidrati e proteine più alto.

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