Come e perché internet aiuta l’impresa

Business online

Che internet e più in particolare il mondo del web (con i suoi portali informativi, ecommerce, eccetera) impatti sull’economia globale è un dato di fatto e non soltanto un punto di vista o un opinione. Nel 2018, sul web, nascono, crescono, si espandono a livelli talvolta esorbitanti e spesso muoiono decine -forse centinaia- di compagnie aziendali che talvolta non abbandonano mai questa dimensione digitale.

La questione è semplice: molte aziende ipotizzando di costruire qualcosa di sostenibile, partono dal web, se il web fornisce una risposta attendibile e incoraggiante allora estendono il proprio business al di fuori di questo mercato. Sono moltissime le aziende emergenti che invece sembrano veri e propri colossi del digital, posizionate in ogni dove e su più fronti: Social Media, motori di ricerca, campagne di mail marketing senza tregua e così via.

 Cosa vuol dire, ad oggi, fare business su internet?

Fare business online

Fare soldi online, per le aziende, non è mai stato così difficile!

Ma come? Nel nuovo millennio reputate difficile fare del web un mercato profittevole?

La risposta è sì, internet non è più una landa inesplorata in cui poter facilmente alzare la voce e sentire il proprio eco. Sul web operano tutti, tutti davvero, e molti con ottimi risultati. Viene facile comprendere che ritagliarsi una posizione privilegiata in un contesto in cui ognuno sia diventato a suo modo bravo sia più complesso, e se non impossibile quantomeno complesso.

Partiamo da un esempio pratico, l’editoria, quella online, quella che funziona, un progetto nato giovane, nato semplice e divenuto importante e soprattutto rilevante: Fanpage. Esempio pratico di una vecchia “organizzazione di ragazzi” nata quasi per gioco, per una “visione”, e divenuta un’azienda florida e in corsa per accaparrarsi i vertici dell’economia digitale italiana. Ecco che fare business online vuol dire prima di tutto costanza, perseverare anche quando l’obiettivo sembri lontano e difficile da raggiungere.

Fare impresa e farla nel digital, farla in Italia, può anche voler dire scardinare le credenze e le abitudini di chi internet ha fatto fatica ad assorbirlo, attraverso una sorta di manipolazione o più semplicemente un’operazione commerciale comunemente detta traction: spostare degli utenti da una precedente condizione di comodo al coinvolgimento vero e proprio un un’altra situazione (spesso un software o un’abitudine digitale) di recente nascita. Esempio pratico, in questo caso, il sito di Repubblica, al primo posto in Italia per il numero di accessi quotidiani: un colosso della comunicazione cartacea che ha lentamente abituato e definitivamente -o quasi- esportato i suoi utenti dalla dimensione tradizionale del quotidiano acquistato dal giornalaio a quello consultato online per una notizia vista sul newsfeed di facebook o condivisa da un amico, piuttosto che semplicemente cercata su Google.

Dal web si parte in modi differenti e al web, soprattutto, si arriva in modi differenti. Prendiamo le attività locali, quelle che prima dell’avvento di internet muovevano i fili di una rete commerciale fitta e concepita come “in uscita” piuttosto che “in entrata”, prendiamo le aziende di servizi, quelle che prima di internet esistevano ma sopravvivevano: prendiamo il noleggio lungo termine. Dalle multinazionali alle realtà locali in rapida ascesa, dal Gruppo ARVAL che non ha bisogno di presentazioni alle innovative realtà imprenditoriali come Rentoorent; si trattava di un fenomeno pressoché ignoto fino a pochi anni fa, la facilità con cui gli utenti siano giunti a scambiarsi opinioni e il grandissimo tracollo del mercato automobilistico congiunto a una buona comunicazione da parte di tutte queste aziende (e sottolineiamo tutte perché sono davvero tutte le aziende che s’impegnano nel settore), ha facilitato il diffondersi di un mercato altrimenti inesistente.

E ancora, prendiamo i giovani, quelli che nella propria indipendenza economica ci credano davvero e vogliano ritagliarsi uno spazio per dare voce ai propri pensieri e sperare, perché no, di essere presi sul serio da qualcuno che possa offrirgli una posizione lavorativa o quantomeno un riconoscimento spendibile economicamente: il web pullula di nuove scoperte, alcune più affermate come Davide Marciano di Affarimiei che già da tempo ha scelto di spostare il mondo della consulenza e della comunicazione online piuttosto che tra le mura di uno studio da commercialista o trader, o Ferdinando Iezzo e i ragazzi del suo team redazionale di Espertodelrisparmio che giorno dopo giorno provato a farsi largo tra i big del finance e della web economy per garantire ai lettori validi consigli su come risparmiare, tutto ciò senza frequentare costosi corsi (paradossale ma vero) ma semplicemente accedendo al portale online, gratuitamente.

Conclusioni

Internet cambia un po’, forse un po’ più di un po’, il modo di vedere le cose e di percepire l’economia, cambia la stessa economia e investe chiunque provi ad accedervi di un’autorità autoconferita dapprima ma sostenuta successivamente, in grado di glorificare o appiattire completamente l’andamento di un progetto. Un concept ormai non più innovativo ma sempre interessante da analizzare, la strada è lunga per essere già chiaramente definita ma crediamo che una certa tendenza sia stata intrapresa, tornare indietro è ormai difficile: internet aiuta tutti, il web garantisce il proprio palco e di conseguenza avvicina gli imprenditori al successo, non sfruttare le sue potenzialità è davvero un peccato, oseremmo dire, se concesso, da sciocchi.

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