Coronavirus: bimbi immunodepressi protetti dai danni del virus

Stando a quanto riportato da Lorenzo D'Antiga, il coronavirus non sembra causare danni gravi nemmeno ai bambini immunodepressi.

Coronavirus
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Durante la pandemia causata dal coronavirus arriva una buona notizia, emersa proprio nella zona più colpita da questa crisi. Lorenzo D’Antiga, il direttore della Pediatria e del Centro Trapianti Pediatrici dell’Asst Papa Giovanni XXIII, ha rivelato questa scoperta al Corriere. L’ospedale bergamasco ha ormai fama internazionale per quanto riguarda i bambini che necessitano di un trapianto.

Proprio in questo luogo, è emerso che i bambini immunodepressi sono fortunatamente protetti dai danni del Covid-19. “i bambini immunodepressi non hanno un rischio aumentato di sviluppare conseguenze severe da infezione da coronavirus” sono state le parole di D’antiga. Aggiungendo poi che “abbiamo in questi giorni in reparto bambini che sono risultati positivi al tampone, alcuni sono anche immunodepressi. Ma nessuno sviluppa la malattia, soprattutto non nella forma severa polmonare“.

Era già noto che i bambini hanno una protezione maggiore dal virus, con una mortalità praticamente vicina allo zero. Solo adesso però scopriamo che anche quelli immunodepressi sono più tutelati rispetto ad altre fasce della popolazione.

Anche gli altri immunodepressi sono tutelati dai danni del coronavirus

Non solo i bimbi, ma anche tutti gli immunodepressi in generale non sembrano correre maggiori rischi, rispetto agli altri, per quanto riguarda i danni causati dal Covid-19. Questo è quanto emerso dall’analisi fatta da D’Antiga, che si è avvalso della collaborazione di altri colleghi. Uno studio che ha coinvolto anche la Cina ed ha preso in considerazione alcuni dati specifici sulla Sars e sul Mers.

ho analizzato tutta la letteratura cinese disponibile e, per ulteriore verifica, ho chiamato un collega pediatra che in Cina è un riferimento per i trapianti nei più piccoli. Ho studiato tutti i dati scientifici finora disponibili a relativi alle altre due epidemie di coronovairus, quella di Sars nel 2002 e quella di Mers nel 2018. E tutte le informazioni vanno nello stesso senso: non c’è alcuna prova che l’infezione da coronavirus comporti rischi maggiori per la popolazione immunodepressa. E chi è immunodepresso non ha un pericolo più elevato di altri di sviluppare le conseguenze più temibili di Covid-19” sono state le conclusioni di D’Antiga.

Sembra, anzi, che se il sistema immunitario funziona poco è anche meglio in questo caso specifico. A quanto pare il danno polmonare non è causato direttamente dal coronavirus, ma è una conseguenza della risposta immunitaria che viene attuata dall’organismo per difendersi dal Covid-19.

D’Antiga conclude sottolineando che anche i pazienti che hanno subito di recente un trapianto non corrono rischi maggiori rispetto agli altri. Nonostante ciò, sottolinea comunque che i pazienti immunodepressi devono comunque continuare le loro terapie abituali.