Economia

Coronavirus, come potrebbe cambiare l’intrattenimento dei bambini

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A breve dovrebbe essere pubblicato un piano per la riapertura a partire dal 4 maggio 2020 in vista della Fase 2. A comunicarlo è stato lo stesso Premier Giuseppe Conte poche ore fa.

Sarà un’apertura graduale al fine di limitare i rischi di contagio. Se è vero, infatti, che le percentuali di contagio stanno avendo un trend positivo, la situazione potrebbe acquistare un andamento retroattivo se si dovesse tornare alla libera circolazione delle persone.

La preoccupazione di molte famiglia è anche quella di come intrattenere i bambini che hanno ancora più difficoltà nel rimanere segregati in casa per lunghi periodi. Per la Fase 2, sicuramente ci sarà l’apertura dei parchi gioco anche se con maggiori controlli e spazi contingentati.

Fase 2, la riapertura delle aree gioco bambini

La ministra per le pari opportunità, Elena Bonetti, propone la riaperture dei parchi gioco per bambini con ingressi limitati. Sicuramente si dovranno continuare ad utilizzare mascherine e guanti anche per bambini.

Con il ritorno dei genitori a lavoro, poi, per sopperire al problemi di dove lasciare i figli, si ipotizza alla riapertura dei campi estivi. La ministra ha infatti sostenuto di voler stanziare 35 milioni di euro per bandi a sostegno dei centri estivi, associazioni di volontariato e reti a sostegno delle famiglie. In questo modo, si potrebbe ipotizzare di incentivare il terzo settore nell’affiancamento dei genitori.

Sarà un nuovo modo di giocare e di pensare alle attività ludiche. Si darà molta importanza alle regole e alla protezione individuale. I bambini, infatti, dovranno imparare un nuovo modo di giocare e nuovi valori.

Bambini, centri estivi di condominio

Oltre la ministra Bonetti, anche le famiglie private e le associazioni di categoria pensano a misure idonee per tutelare i genitori ed i figli. Il Forum Nazionale delle Associazioni Familiari ha proposto l’utilizzo di volontari del servizio civile da impiegare come animatori a domicilio per le famiglie con figli.

Una seconda proposta interessante riguarda i centri estivi condominiali, indirizzati ovviamente per chi vive in palazzi con spazi all’aperto, cortili o giardini. Gli stessi volontari del terzo settore sarebbero impiegati come intrattenitori o controllori delle misure di sicurezza.

Infine, l’Associazione riconosce anche l’importanza di agevolare l’assistenza alle famiglie e propone allo scopo degli sgravi fiscali per i datori di lavoro di baby sitter o per i proprietari di spazi esterni destnati all’intrattenimento dei figli per chi lavora in azienda.

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