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Covid-19 “fase 2”, il primo passo lo fa la Capitale

La Raggi ha dato il via libera per l’apertura delle librerie. Questo è quanto deciso stamattina. Nuove norme da rispettare tra le scaffalature ma dei cambiamenti arrivano anche in altri settori. Per il governatore della Lombardia: «Questo è un grosso rischio».
Pare che la Raggi, sia molto positiva sull’andamento della situazione. Complice il trend di discesa sempre più costante dei contagi, il sindaco di Roma ha già previsto diverse linee guida da seguire per riavviare poco a poco la situazione.
Soste brevi davanti gli scaffali
Innanzitutto, come da previsione, l’ufficialità della riapertura delle librerie c’è ed è anche già iniziata. Ci sono, però, delle condizioni da seguire per affrontare al meglio questo periodo, sempre nel rispetto altrui e per il contenimento del virus.
Gli ambienti devono essere completamente purificati con un continuo ricambio di aria e si deve assicurare la presenza di gel igienizzanti. C’è l’obbligo assoluto di indossare guanti e mascherine monouso, sia per i commessi che per i titolari. Gli stessi, inoltre, devono assicurarsi di far mantenere la distanza di un metro tra i clienti ed evitare assembramenti.
Per quanto riguarda la clientela, il loro ingresso dovrà essere a scaglioni ma nelle piccole librerie di 40 mq massimo, si entrerà, addirittura, uno per volta. Non ci sarà la possibilità di sostare per troppo tempo davanti agli scaffali, i clienti dovranno scegliere nel minor tempo possibile i libri necessari e acquistarli velocemente.
Conta-passeggeri sui bus
La Raggi ha pianificato anche un nuovo sistema per i mezzi di trasporto, pubblici e non. Per quanto riguarda i bus, verrà introdotto il “conta-passeggeri“: «Stiamo programmando dei conta-passeggeri, stiamo lavorando con le compagnie telefoniche per avere in maniera anonima dei dati di traffico e aumentare le corse sulle linee più frequentate Le mascherine devono essere reperibili sul mercato e faccio un appello alle imprese del Lazio che si stanno riconvertendo per aiutarci a produrre mascherine nella nostra regione» ha aggiunto.
Il sindaco di Roma, inoltre, prevede anche un rafforzamento di quelli che sono i “nuovi” mezzi di trasporto e punta sull’eco-sostenibilità: «Dobbiamo evitare che le nostre città siano invase dalle auto. Stiamo realizzando corsie ciclabili, stiamo pensando di dedicare le contro-laterali delle strade grandi alla ciclabilità. Vogliamo incentivare la mobilità dolce anche incentivando l’acquisto di bici elettriche. Dobbiamo scoraggiare il traffico privato perché, con il trasporto pubblico che dovrà limitare le presenze, rischiamo di essere invasi dalle auto». E tutto questo lo vuole fare «privilegiando il trasporto attraverso bici e monopattini».
Scuole aperte come centri estivi
In tutto questo nuovo sistema di ripresa, non poteva mancare un focus sui più piccoli. Per loro, il sindaco ha previsto dei centri aperti d’estate che fungeranno da scuole. Così permetterà loro anche di recuperare quelli che sono i pilastri della crescita di un bambino: cultura e socialità. La Raggi, così, dichiara: «Le scuole? Ritengo che già dal mese di luglio si possa pensare a una riapertura tipo centri estivi, anche perché i bambini credo che stiano sviluppando delle cattive abitudini, dei turbamenti. I bambini che non posso entrare in contatto con i loro simili non hanno uno sviluppo corretto. Se si potesse riaprire tipo centro estivi, magari con due turni, mattina e sera, potrebbe essere un’idea. Tutto ovviamente sulla base dei dati epidemiologici».
La controparte
Nel frattempo c’è chi non è d’accordo e, dalla sua, espone le sue motivazioni secondo le quali non è ancora il momento di ripartire. Secondo Attilio Fontana, governatore della Lombardia: «Alcune Regioni aprono prima? Questo è un grosso rischio, perché il contagio riesce a non diffondersi se c’è il rispetto di certe regole. Io credo che se rispettassimo tutti le stesse regole riusciremmo a contenerlo. Se così non fosse non dovrebbe aprire nessuno».
E ha continuato aggiungendo: «O siamo in grado di contenere il contagio, allora si apre tutti, o se non siamo in grado non c’è chi è più o chi è meno, perché se il contagio riprende anche da chi è meno è un rischio per tutti. Io credo che si debbano fare delle valutazioni comuni».








