Tecnologia
Coronavirus e truffa telefonica: attenzione agli squilli ruba soldi

Anche durante questo periodo difficile per tutto il mondo, i truffatori non si fermano. Anzi, in questo tempo d’emergenza le truffe sembrano aumentare ed i malcapitati perdono i loro risparmi peccando di ingenuità.
Dopo la finta raccolta fondi sul web per l’ospedale San Camillo di Roma, adesso arrivano le telefonate fantasma. La Polizia di Stato come sempre, attraverso i canali social, ha avvisato le persone del pericolo invitando a stare in guardia. In realtà non si tratta di una “novità del momento” ma dopo un periodo di inattività, sono ritornate attive.
Ecco come funzionano le chiamate mute
«State attenti alla truffa dello squillo – scrive la Polizia sulla pagina Facebook ufficiale – Arriva una telefonata da un numero estero. Poco dopo ne arriva un’altra. A quel punto la curiosità spinge alcune persone a richiamare il numero, cadendo nella trappola dei truffatori. Può sembrare uno scherzo, ma arriva a costare anche 1,5 euro al secondo».
«Si tratta della truffa “Wangiri”, quindi attenzione alle telefonate che arrivano dall’estero, in particolare dalla Tunisia (+216) e dall’Inghilterra (+44), ma anche da altri Paesi. Non richiamate i numeri sconosciuti, e, se non ne avete necessità, chiedete al vostro operatore di inibire le telefonate all’estero, in modo da non cadere nella rete dei truffatori nemmeno per sbaglio». La Polizia Postale resta sempre attiva per inoltrare le segnalazioni in caso di dubbi.
Ovviamente in questo momento la gente è costantemente preoccupata che possa succedere qualcosa, pertanto è difficile pensare che dietro una chiamata possa celarsi una truffa. L’ansia del momento spesso prevale sulla ragione, ed è proprio quello che sfruttano i malfattori.
Il falso documento della Polizia che circola in rete
In rete inoltre circola un falso documento attribuito alle autorità riguardante il divieto di attività balneare fino alla prima decade di giugno, ma la Polizia ha fatto immediatamente chiarezza: «È falso il documento che gira in Rete intestato alla questura di Roma “Divisione Polizia Amministrativa e Sociale” dove si fa divieto assoluto, a causa del Covid19, di svolgere attività balneari a scopo ricreativo fino all’ 11 giugno 2020».









