Cronaca
Coronavirus, il Virologo Pregliasco “nel caso di un vaccino s’impiegheranno dai 6 mesi a 1 anno”

Tra le ultime news che riguardano il Coronavirus, si legge di un lieve calo di contagiati su tutto il territorio nazionale. Purtroppo la notizia, per quanto rassicurante, non libera dalle preoccupazioni sul considerevole numero di contagiati asintomatici che ad oggi circolano liberamente in ogni dove. Per maggiori informazioni sull’approccio medico ci si è avvalsi della disponibilità del Virologo Dottor Pregliasco Fabrizio Ernesto, che ha gentilmente risposto ai nostri quesiti.
CHI E’ PREGLIASCO Fabrizio ?
Si chiama Pregliasco Fabrizio Ernesto . Classe 1959. Nel suo curriculum si evince una personalità medica dedita al suo lavoro che, dai numeri raggiunti in quanto ad anni di esperienza, lascia intendere un animo vicino al lato umano che a sua volta concerne con il concetto di missione. Agli atti è Virologo dell’Università degli studi di Milano e Direttore sanitario I.R.C.C.S. Galeazzi di Milano.
Dati aggiornati dei casi da Coronavirus
Alle ore 18 del 22 marzo il sito SALUTE.GOV.IT presenta il suo bollettino , che ha una cadenza, nonché aggiornamento, giornaliero. Dai numeri riportati si detiene sul territorio nazionale italiano un totale di 59138 casi, di cui 46638 persone positive al Coronavirus. Il numero di casi guariti è di 7024. Il numero dei deceduti è di 5476, ma tale dato è suscettibile al vaglio dell’Istituto Superiore di Sanità al fine di constatarne “la causa effettiva del decesso”. Questa constatazione di velocità di diffusione del Coronavirus inquieta giustamente gli animi della popolazione italiana che ogni giorno si ritrova dinnanzi al crescente numero di vittime da Coronavirus senza prospettive positive in merito alla soluzione, ma solo una restrizione tutelare ovverosia RESTARE A CASA. Tale misura imposta sulla popolazione italiana dal Presidente del Consiglio Conte come attuale soluzione porta con sé l’eco di un risvolto positivo nella Repubblica Cinese con la nota confortevole che non si stanno registrando più contagi. Il decreto restrittivo del Ministro Conte inizia a dare piccole speranze in quanto ad efficacia. Se ne discute in merito con il Virologo PREGLIASCO.
-Si conta che il numero di contagi sia in una fase di calo. Ritiene che tale dato positivo sia attribuibile alla misura restrittiva che porta il nome #IORESTOACASA?
“Sono primi risultati ancora timidi, che devono essere ancora confermati poiché non si può certo dire da subito che abbiamo smesso e fatto quello che dovevamo, ma piuttosto è un segnale timido ma positivo che dimostra che ciò che si sta facendo e che si “deve fare anche meglio” rispetto a quanto si è fatto finora, può servire. Bisogna però vedere un trend confermato nei giorni prossimi”.
-Dottore cosa pensa dell’ipotesi di adottare una misura cautelativa che preveda l’adoperarsi dei tamponi preventivi ?
“Il tampone ha di per sé un significato istantaneo e rappresenta il momento istantaneo. Ovviamente nella prima fase c’è stato un tentativo di riuscire a tracciare tutti i casi quindi di fare in qualche modo quest’azione sistematica. Con l’accrescere dei casi ci si è invece un po’ ristretti a quella che è stata solo l’esecuzione del tampone nei casi più gravi, quelli cioè con una manifestazione clinica rilevante. Quei casi con una difficoltà respiratoria come elemento caratterizzante. Ha un senso in un’ottica, come dire, strategica non l’esame a tutti sistematicamente tanto perché se ne farebbero una quantità inverosimile che intaserebbe tutti i laboratori ancorché aumentandoli. Sono dell’idea che soprattutto nelle zone del CENTRO – SUD dell’ITALIA possa avere un senso nell’ottica di tracciare tutte le persone che possono avere questa situazione quindi ritengo che si possa adottare seppur a determinate condizioni non con la sistematicità. Vedremo quando saranno disponibili i test Igg e Igm quindi i prelievi di sangue per vedere gli anticorpi che potranno essere un ulteriore elemento positivo”.
-Si apprende che nel trattamento del Coronavirus si adoperino farmaci antivirali. Tra i tanti nomi farmaceutici sobbalza il farmaco LDN, low dose naltrexone? Può darmi ulteriori dettagli in merito?
“Ci sono stati molti tentativi seppur fatti su piccoli numeri. In pratica noi parliamo di questo come uso compassionevole, in merito a farmaci che non hanno una registrazione oppure un uso off-label di farmaci già registrati per altre patologie che si tenta di utilizzare. Ci sta come primo approccio per poi poter approfondire con degli studi clinici che confermano o meno l’efficacia, la sicurezza perché gli eventi avversi si vedono solo quando la casistica aumenta”.
-Visti gli approfonditi e lunghi tempi di studio che richiede una cura definitiva ad hoc per tutti, si pensa ad un vaccino per essere più tempestivi?
“Anche nel caso di un vaccino s’impiegheranno dai 6 mesi ad 1 anno per avere una sicurezza poiché non si possono vaccinare milioni di persone senza comunque aver fatto degli studi che sicuramente saranno velocizzati e facilitati. Di certo ad oggi tantissimi sono gli schemi. Addirittura in Cina hanno utilizzato la Vitamina C endovena e hanno visto dei risultati. E c’è chi ha pensato di utilizzarla come prevenzione ma a me sembra uno spreco di denaro rispetto a qualcosa che non ha una certezza d’uso”.
Si ringrazia il Virologo Dottor Pregliasco Fabrizio Ernesto per la sua preziosa collaborazione.









