Economia
Coronavirus, sempre meno domanda di petrolio e l’Opec dimezza la produzione

Finalmente l’Opec, l’Organizzazione dei Paesi esportatori di Petrolio, ha trovato un accordo per contrastare il crollo dei prezzi questa mattina, 10 aprile 2020. La situazione però non è così semplice come appare per i principali produttori di petrolio, soprattutto considerando la scelta del Messico di voltare le spalle all’accordo.
L’accordo dell’Opec
Per contrastare il fenomene del crollo dei prezzi nel settore petrolifero, l’Opec ha deciso di ridurre la produzione per un quantitativo pari a 10 milioni di barili al giorno per i mesi di maggio e giugno.
Nei messi successivi, da luglio a dicembre, la produzione passerà poi a 8 milioni di barili al giorno. Tuttavia, questa importante operazione ha bisogno del supporto del Messico.
Per l’Arabia Saudita l’estrazione dovrebbe scendere di 3 milioni di barili, per la Russia, invece, di 2 milioni di barili. I restanti 5 milioni di barili saranno riproporzionati tra i produttori del G20.
Il programma prevede così una produzione pari a 6 milioni di barili da gennaio 2021 ad aprile 2022.
Il vertice Opec+
L’incontro avuto in mattinata è avvenuto in maniera telematica al quale hanno partecipato tutti i paesi dell’Opec, oltre all’Arabia Saudita e gli alleati Opec+, tra cui la Russia.
Il vertice è stato chiamato con l’appellativo Opec+ estendendolo quindi ai paesi esterni al cartello. Prepulsore dell’iniziativa è stato Donald Trump, sollecitando gli altri paesi a scendere in campo.
L’accordo potrebbe saltare se il Messico non contribuisce
L’accordo del taglio della produzione si realizzerebbe solo se il Messico desse il suo prezioso contributo. Tuttavia, lo stesso Ministro dell’Economia messicano, Rocio Nahle, ha comunicato tramite twitter che il contrivuto del paese si limiterebbe ad un taglio di soli 100.000 barili al giorno per i mesi di maggio e giugno.
Intanto, il segretario generale dell’Opec, Mohammad Barkindo, ha precisato l’urgenza di intraprendere un’azione mirata anche per l’interesse dei consumatori.
Il crollo dei prezzi è stato causato per uno squilibrio tra domanda e offerta, con un eccesso di quest’ultimo. La conseguenza principale proviene proprio dal lockdown del Coronavirus che ha bloccato l’economia mondiale.









