Scienza

Cosa mangiano gli astronauti nello spazio? La dieta, i cibi liofilizzati e come bevono

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Chi ha visto il film The Martian, sicuramente ricorda come Mark Watney coltivasse le patate sul pianeta rosso. Certo, siamo ancora molto lontani tecnologicamente da quei livelli fantascientifici mostrati nel lungometraggio, tuttavia ogni giorno, gli astronauti in missione a bordo della ISS (Stazione Spaziale Internazionale) cucinano e mangiano proprio come noi. Sicuramente, lo spazio non è certo il posto più agevole per mettersi ai fornelli e per farlo, i diretti interessati devono mettere alla loro prova la loro pazienza, coraggio e… Fantasia! In questo articolo vi spiegheremo come (e cosa) mangiano gli astronauti in missione nello spazio.

Introduzione al cibo degli astronauti

Come leggiamo da un articolo pubblicato sul Fatto Alimentare il 27 novembre 2019, dai tempi di Gagarin, quando i primi cosmonauti per sopravvivere nello spazio erano costretti a mangiare pappette prive di qualsiasi gusto che succhiavano da tubetti, la gastronomia degli astronauti ha fortunatamente fatto passi da gigante. Sicuramente, il lavoro dell’astronauta è tanto affascinante quanto ambito, non solo per l’ingente stipendio riservato a questi cowboy dello spazio, ma anche per l’opportunità di esplorare lo spazio e la possibilità di vedere il globo terracqueo in tutto il suo splendore.

Certo è, che la figura dell’astronauta comporta anche numerose responsabilità, pericoli e fastidi di tipo fisico e fisiologico. E proprio al riguardo, parlando dell’alimentazione degli astronauti nello spazio, possiamo dire che già dai tempi del programma Apollo, la durata delle missioni spaziali si è fatta più lunga e, di conseguenza, anche la qualità di vita degli astronauti è migliorata, cucina compresa, divenuta più consistente e gustosa. Non dimentichiamo, tuttavia, che a causa della microgravità, i fluidi corporei di un uomo variano e, di conseguenza, anche la percezione del gusto.

Rigatoni, spaghetti al pomodoro e panini?

Al giorno d’oggi, non è così strano che un astronauta, mentre è in missione al di fuori della Terra, mangi un bel piatto di rigatoni, spaghetti al pomodoro o delle succulente lasagne. E non mancano i secondi, come ad esempio un bel panino farcito di ogni leccornia. Tuttavia, non dimentichiamo come il cibo deve rispondere a determinati requisiti ed essere compatibile con la conservazione all’interno di una navicella spaziale. Sempre dal Fatto Alimentare leggiamo che prima di una determinata missione sulla ISS gli astronauti scelgono i loro piatti preferiti. In seguito, il cibo viene preparato e mandato sulla ISS, prima dell’arrivo degli stessi astronauti a bordo.

Alimenti liofilizzati nella dieta dell’astronauta

Gli alimenti da spedire a bordo della ISS subiscono una minuziosa e complessa tecnica di lavorazione. Il cibo, lanciato nello spazio tramite appositi razzi, viene disidratato, liofilizzato, sterilizzato, oppure precotto. Il processo di sterilizzazione avviene all’interno di alcune autoclave. Una tecnica di lavorazione che viene fatta, ad esempio, con la carne. Il tutto viene conservato in lattine, oppure bustine di alluminio. La durata di conservazione del cibo va dai 18 ai 24 mesi. E l’acqua? Ebbene, essa è sempre la stessa, continuamente depurata tramite filtrazione e distillazione, pipì compresa!

Il menù degli astronauti

Arriviamo però al succo del nostro articolo: quali sono i piatti tipici degli astronauti in missione nello spazio? Ognuno può scegliere tra due varietà: menù americano o russo. Tuttavia, gli astronauti possono portare, se vogliono, anche dei piatti personalizzati. Facciamo l’esempio del nostro orgoglio Luca Parmitano. Ricordiamo come Parmitano attualmente dirige la Stazione Spaziale e nel corso della precedente missione Volare aveva scelto come pietanze lasagne e caponata. Argotec è la start-up italiana che si occupa di preparare il cibo agli astronauti dell’ESA. L’azienda in questione è l’inventrice della linea Ready to Lunch “spacefood per terrestri”. La start-up dà ‘opportunità a tutti i curiosi (e golosi) di far provare il cibo spaziale.

Oltre al cibo standard in bustina, gli astronauti possono condire i loro piatti con salse, mangiare snack, usufruire di bevande, frutta fresca e qualche dolcetto. Insomma, ogni ben di Dio generosamente fornito dalle navette cargo in maniera periodica. Ora, dopo il precedente lavoro di disidratazione e liofilizzazione, è ovvio che, una volta che dovrà essere consumato, bisognerà reidratare il cibo e renderlo di nuovo consistente, oltre ovviamente a scaldarlo (tramite un apposito forno). Alla fine i piatti torneranno al loro aspetto (e sapore) originario.

La stessa cosa vale anche per le bevande? Gli astronauti come bevono?

Le bevande vengono ridotte in polvere e poste all’interno di appositi contenitori. Gli astronauti possono consumarle con delle cannucce, previo l’aggiunta di acqua calda o fredda a seconda delle esigenze. Ci sono due cose severamente vietate nella microgravità: l’acqua libera e qualsiasi sostanza che potrebbe danneggiare i macchinari in caso di deposito su di esso, come ad esempio granellini di sale o briciole di pane. Tutte le bevande (naturalmente anche l’acqua) vengono confezionate in buste da spremere, poiché bere dal bicchiere sarebbe impraticabile dato l’assenza di gravità.

Al posto del pane, gli astronauti preferiscono le tortillas. Spezie come il pepe (ma anche il sale) sono forniti in formato liquido. E ribadiamo come qualsiasi sostanza liquida, debba essere fornita all’interno di appositi contenitori protettivi (bustine). Piccola curiosità: nel 1965 un’astronauta statunitense di nome John Watts Young portò di nascosto sulla navicella Gemini 3 quello che divenne famoso come “panino spaziale”.

E il caffé?

Gli italiani, soprattutto gli abitanti del Sud Italia, sanno bene come il caffè sia il “carburante” essenziale per iniziare la giornata al pieno delle energie. Ebbene, dal 2015 gli astronauti possono beneficiare dell’ottimo caffè espresso grazie all’installazione di una macchina apposita presso la Stazione Spaziale Internazionale. La macchina in questione è stata battezzata ISSpresso ed a costruirla sono stati proprio quei cervelloni della Argotec, in collaborazione con Lavazza e l’Agenzia spaziale italiana. Non si è trattato solamente di un capriccio da parte degli astronauti nostri connazionali, ma di un vero e proprio esperimenti scientifico volto a comprendere come si comportino in condizioni di microgravità i fluidi ad alta pressione.

Cosa mangiarono Armstrong e Aldrin nel 1969?

Già nel 1969 il cibo spaziale era molto migliorato. Con tale anno, ci riferiamo, ovviamente al primo allunaggio, con il grande balzo che l’umanità fece in seguito a tale conquista come fu ricordato dallo stesso Neil Armstrong nella sua storica frase. Nel corso di quell’evento sensazionale, Armstrong e Buzz Aldrin si alimentarono con verdure, pancetta, salsa di miele, carne e patate. Anche in quel caso, tutti questi alimenti dovevano necessariamente essere reidratati in dei sacchetti, ognuno dei quali era accompagnato da un’etichetta su cui era scritta la data di riferimento.

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