Salute
Covid: la vitamina D aiuta a proteggerci

Uno studio italiano, presentato al 25esimo Congresso della Società europea di endocrinologia, associa il rischio di sindrome post-Covid a bassi livelli di vitamina D.
Covid: cosa ha decretato lo studio italiano?
I bassi livelli di vitamina D comporterebbero un maggior rischio di sindrome post-Covid, una condizione patologica in cui gli effetti del virus durano più di 12 settimane in seguito al contagio. Lo ha scoperto uno studio italiano presentato al 25esimo Congresso della Società europea di endocrinologia in corso a Istanbul. La ricerca è finita sul ‘The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism’. A condurla ci hanno pensato un gruppo di scienziati dell’Irccs ospedale San Raffaele e dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Secondo lo studio, le concentrazioni di vitamina D nel sangue avrebbero molto a che fare con la sindrome da post-Covid.
I livelli di vitamina D nel sangue
Bassi livelli di vitamina D sarebbero il fattore di rischio che espongono gli ospedalizzati agli esiti più gravi della malattia. Gli studiosi hanno esaminato 100 pazienti di età compresa tra 51 e 70 anni, osservando livelli più bassi nei pazienti con sindrome post-Covid. Questo studio aiuterà a capire molte più cose sulla sindrome post-virus che ancora colpisce e che confonde gli studiosi del fenomeno.









