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Incendi devastanti in Europa: la mappa aggiornata mostra dove il fuoco sta colpendo più duramente
Francia e Spagna restano i Paesi più colpiti, ma l'intera Europa è in stato di massima allerta

L’Europa sta vivendo una delle stagioni degli incendi boschivi più difficili degli ultimi anni. L’ondata di caldo eccezionale, la siccità prolungata e il vento stanno alimentando roghi di enormi dimensioni che hanno costretto centinaia di migliaia di persone ad abbandonare le proprie abitazioni.
Le mappe satellitari diffuse dal sistema europeo EFFIS (European Forest Fire Information System) e analizzate mostrano chiaramente come i focolai siano concentrati soprattutto nell’Europa occidentale e mediterranea, con Francia e Spagna tra le aree maggiormente interessate.
Nelle ultime ore la situazione è rimasta particolarmente critica nei dintorni di Bordeaux, nel sud-ovest della Francia, dove le fiamme continuano ad avanzare alimentate da vegetazione estremamente secca. Anche vaste zone della Spagna centrale e orientale stanno affrontando incendi di dimensioni eccezionali, con diversi fronti ancora fuori controllo.
Cosa mostra la mappa interattiva aggiornata
Le immagini satellitari evidenziano un’estesa fascia di rischio che interessa buona parte dell’Europa meridionale.
Le aree attualmente più colpite comprendono:
- Francia sud-occidentale, soprattutto l’area di Bordeaux e Gironda.
- Spagna centrale, con gli incendi tra Ávila, Madrid e Castiglia.
- Provincia di Castellón e altre zone della Comunità Valenciana.
- Diverse aree del Mediterraneo dove il rischio resta elevato anche nei prossimi giorni.
Secondo il sistema europeo Copernicus, dall’inizio del 2026 sono già andati in fumo oltre 254.000 ettari di territorio. Pur restando leggermente sotto il record assoluto del 2025, il dato è nettamente superiore alla media degli ultimi vent’anni.
Mappa degli incendi in Europa

Fonte dati: Copernicus Emergency Management Service – European Forest Fire Information System (EFFIS).
Evacuazioni di massa
Le autorità hanno disposto evacuazioni senza precedenti.
Tra Francia e Spagna sono state allontanate dalle proprie case oltre 300.000 persone, tra residenti e turisti. In Francia la situazione è particolarmente delicata nella regione della Gironda, mentre in Spagna gli incendi stanno interessando vaste aree dell’entroterra e della costa orientale.
Migliaia di vigili del fuoco, Canadair, elicotteri e mezzi di protezione civile provenienti anche da altri Paesi europei stanno lavorando senza sosta per contenere i fronti più pericolosi.
Perché gli incendi sono così violenti
Gli esperti indicano una combinazione di fattori estremi:
- temperature eccezionalmente elevate;
- lunghi periodi di siccità;
- vegetazione molto secca;
- raffiche di vento che favoriscono la rapida propagazione delle fiamme.
In alcuni casi si sono sviluppate perfino le cosiddette “nubi di fuoco” (pyrocumulonimbus), fenomeni atmosferici generati dagli incendi più intensi che possono rendere ancora più imprevedibile il comportamento delle fiamme.
Anche l’Italia resta sotto osservazione
Pur non registrando al momento incendi estesi come quelli osservati in Francia e Spagna, anche l’Italia continua a monitorare attentamente la situazione. Le elevate temperature e la scarsità di precipitazioni mantengono alto il rischio soprattutto nelle regioni del Centro-Sud e nelle isole maggiori.
La Protezione Civile e i servizi europei di monitoraggio aggiornano costantemente le mappe di rischio per consentire interventi tempestivi qualora nuovi roghi dovessero svilupparsi.
Ultimi aggiornamenti disponibili al 28 luglio 2026, questi sono i principali luoghi europei interessati dagli incendi boschivi:
- Gironda (Francia) – L’area più colpita è quella compresa tra Saumos, Le Porge, Lège-Cap-Ferret, Mérignac e la periferia di Bordeaux, dove sono andati distrutti migliaia di ettari di bosco e sono in corso vaste operazioni di spegnimento.
- Cap Ferret (Francia) – La penisola a ovest di Bordeaux continua a essere una delle zone più critiche, con numerose evacuazioni.
- Comunità di Madrid (Spagna) – I comuni di Villa del Prado e San Martín de Valdeiglesias restano tra i fronti più difficili da contenere.
- Provincia di Ávila (Spagna) – Uno dei più grandi incendi dell’anno continua a interessare vaste aree boschive.
- Provincia di Toledo (Spagna) – Diversi incendi sono ancora monitorati dalle autorità.
- Comunità Valenciana (Spagna) – In particolare la provincia di Castellón, dove rimangono attivi diversi focolai.
- Portogallo centrale – Restano sotto osservazione le aree interne del Paese, dove nelle scorse settimane si sono sviluppati grandi incendi boschivi.
- Sardegna (Italia) – Sono stati segnalati numerosi incendi di vegetazione, favoriti dalle alte temperature e dal vento.
- Sicilia (Italia) – Rimane elevato il rischio incendi con diversi interventi dei vigili del fuoco nelle ultime settimane.
- Grecia – Permangono incendi localizzati soprattutto nella Grecia continentale e nelle aree boschive più esposte al caldo estremo, anche se la situazione appare in miglioramento rispetto ai giorni precedenti.
Queste sono le aree che, alla data del 28 luglio 2026, risultano maggiormente interessate dagli incendi o ancora sottoposte a un elevato livello di attenzione da parte delle autorità europee.
Le prossime ore saranno decisive
Le previsioni meteo non aiutano. Una nuova ondata di caldo è attesa su parte dell’Europa occidentale e potrebbe rendere ancora più difficili le operazioni di spegnimento.
Le autorità invitano residenti e turisti a seguire esclusivamente le indicazioni della Protezione Civile locale, evitare le aree interessate dagli incendi e non sottovalutare gli ordini di evacuazione.
Le immagini satellitari continueranno a essere aggiornate nelle prossime ore e rappresentano lo strumento più efficace per seguire in tempo reale l’evoluzione dei principali fronti di fuoco che stanno colpendo il continente europeo.








