Salute

Dapagliflozin è stato approvato per il trattamento dello scompenso cardiaco

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Il farmaco Dapagliflozin è stato approvato dall’Unione Europea per il trattamento dello scompenso cardiaco cronico sintomatico con ridotta frazione di eiezione (HFrEF) negli adulti con e senza diabete di tipo 2 (DMT2). Questa patologia cronica, potrebbe essere fatale nei soggetti che ne sono affetti (circa 15 milioni solo in Europa). Infatti, in questo caso, il cuore non riesce a pompare una quantità di sangue nell’organismo sufficiente. Almeno il 50% dei soggetti affetti da scompenso cardiaco hanno anche una ridotta frazione di eiezione, cioè il loro muscolo del ventricolo sinistro non è in grado di effettuare la contrazione in maniera adeguata (e di conseguenza viene pompata una quantità di sangue ossigenata minore).

Maggiori dettagli sul farmaco Dapagliflozin

Il farmaco approvato dall’UE potrebbe ridurre i ricoveri in ospedale e la mortalità che deriva dagli scompensi cardiaci. La decisione di dare un parere favorevole all’utilizzo del Dapagliflozin deriva dai risultati positivi ottenuti dallo studio di fase III DAPA-HF, pubblicato sul The New England Journal of Medicine, e dalla raccomandazione effettuata dal Comitato per i Medicinali per Uso Umano dell’Agenzia Europea dei Medicinali. Inoltre, il farmaco in questione era già stato approvato negli Stati Uniti.

Le ricerche effettuate sul medicinale, capace di inibire il SGLT2 (co-trasportatore di sodio e glucosio) hanno mostrato una riduzione significativa del rischio della mortalità dovuta a problematiche cardiovascolari ed una riduzione del peggioramento dello scompenso. L’esito dello studio ha evidenziato che tali rischi si sono ridotti del 26%.

Il Professore di Cardiologia all’Università di Brescia e Direttore dell’UOC di Cardiologia degli Spedali Civili di Brescia e della Scuola di Specializzazione in Cardiologia Marco Metra, ha inoltre commentato: “L’efficacia, oltre all’ottimo profilo di sicurezza, fanno di questa molecola un nuovo standard per la cura dei pazienti affetti da scompenso cardiaco con funzione sistolica ridotta. Tali dati hanno la massima rilevanza per la comunità cardiologica che, è lecito auspicarsi, avrà quanto prima la possibilità di prescrizione in regime di rimborso”. 

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