Economia

Decarbonizzazione 2040, cosa succederà tra vent’anni se messa in atto?

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Il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia è intervenuto al Festival dello Sviluppo sostenibile Asvis. Ha dichiarato “c’è un mio emendamento, respinto all’inizio della legislatura, che richiedeva l’anticipazione della neutralità climatica al 2040 e fu respinto”. “Oggi siamo al governo, e penso che ci siano tutte le condizioni per riaprire quel fronte”. Si parla di decarbonizzazione e investimenti pubblici sulla transizione energetica.

Cosa significa decarbonizzazione?

La decarbonizzazione è il processo di riduzione del rapporto carbonio idrogeno nelle fonti di energia. Le principali materie prime energetiche hanno rapporti diversi di carbonio idrogeno. L’applicazione dell’idrogeno nell’industria è ampia, a livello chimico, aereonautico, energetico. L’uso di questo componente come combustibile è al centro di un dibattito, si tratta di un gas fortemente infiammabile a contatto con l’aria.

Si iniziò a parlare di decarbonizzazione con le prime strategie politiche e industriali di riduzione della CO2. Ciò porta alla sostituzione prevalente di fonti energetiche rinnovabili a carbone, petrolio e persino il gas naturale se si trovano risorse con altrettanta riduzione dell’anidride carbonica.

L’Accordo di Parigi sottoscritto nel dicembre del 2015, è stato un appuntamento importante per 196 Stati della XXI Conferenza delle Parti dell’UNFCCC.

Che cosa succederà tra vent’anni, sei modi in cui l’Italia potrebbe cambiare.

La decarbonizzazione completa dell’Italia al 2040 non è una strada impossibile da proseguire. Lo dichiara Legambiente da molto tempo (fonte: Qualenergia). Il Piano nazionale di rilancio e resilienza scritto per ottenere i finanziamenti Recovery Found contengono degli obiettivi sui cui il Governo è al lavoro da molto tempo. Il pacchetto di investimenti previsti per una transizione verde di lungo periodo, la trasformazione digitale dei servizi pubblici, il miglioramento della sanità e lotta alla povertà richiede ben 200 miliardi di euro. Parte di questi fondi sono destinati al clima e all’energia.

L’Italia portata ad un processo di decarbonizzazione completa nel 2040 ma anche prima apre degli scenari importanti, un miglioramento per molti aspetti sociali, economici e ambientali.

  1. Riduzione di importazioni e consumi di petrolio e gas, un obiettivo che può essere anticipato anche nel 2030.
  2. Assorbimento della CO2 nel settore forestale, importante per riportare molte aree boschive ad una crescita sana non condizionata dalle forte emissioni di smog e componenti chimici industriali.
  3. Creazione di comunità energetiche locali, concentrate ad un uso non dispersivo delle risorse, anche rinnovabili.
  4. Integrazione di sistemi fotovoltaici e rinnovabili in molti settori produttivi, partendo dall’agricoltura.
  5. Efficienza energetica con bassi costi e consumi anche nelle famiglie, contribuisce a ciò anche un’educazione climatica ed energetica che parte dalle scuola.
  6. Spinta a nuovi posti di lavoro, nuove specializzazioni di studio e ricerca partendo dall’università.

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