Decreto salva-conti: pace fatta con l’Unione Europea

Salta la procedura di inflazione grazie al decreto salva-conti

L’Italia incassa il “Si” europeo ai suoi conti, grazie al decreto salva-conti. La legge finanziaria approvata in Italia, aveva fatto storcere il naso alla Commissione europea. Ma oggi, invece, qualcosa è cambiato. Gli aggiustamenti alla manovra finanziaria hanno fatto cambiare idea nei confornti del nostro Paese.

Le correzioni salva-conti hanno trovato il “Si”

Con il decreto salva-conti, già firmato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’Italia ci mette la pezza. Accorcia così le distanze tra quanto approvato a Roma, e quanto invece criticato a Bruxelles. Con tale decreto, l’Italia ha messo a disposizione 7 milardi di euro, che permetteranno di dire che il nostro Paese è in linea con le previsioni europee. Una cifra che ci permette di aggiustare il tiro per il 2019, così come era stato chiesto dalla Commissione Europea. L’idea del nostro governo di procedere ad un miglioramento del saldo strutturale di 0.3 punti percentuali, piace ai mercati. A ciò si aggiunge un spread che tocca i livelli minimi da un anno. Resta ancora qualche dubbio per il 2020, su cui l’Italia non è stata molto rassicurante.

Cos’è il decreto salva-conti?

Il decreto salva-conti è stato varato per evitare che l’Italia si trovasse a pagare un provvedimento europeo. Serve a garantire un aggiustamento strutturale di bilancio pari a oltre 0,3 punti percentuali di Pil. Inoltre, certifica una correzione di 6,1 miliardi di euro, comprensiva delle misure fuori dal perimetro del bilancio dello Stato e del decreto-legge per il congelamento di 1,5 miliardi di spese. Si tratta della norma che serve a rimodulare i fondi per reddito di cittadinanza e quota 100 (https://www.quotidianpost.it/quota-100-ecco-le-ultime-novita) alla luce delle richieste inferiori al previsto.

Le dichiarazioni di Conti dei giorni scorsi

La lettera firmata dal presidente del consiglio Conti e dal ministro Tria ha raggiunto l’obiettivo. Ecco le parole di Conti: «Noi crediamo che la procedura d’infrazione non abbia ragione di essere aperta. Il disavanzo di bilancio in Italia è passato dal 2,4 al 2,1 tra il 2017 e il 2018, l’avanzo primario è passato dall’1,4 all’1,6. Dati di trend positivi per i conti pubblici». Inoltre «vi è una condizione di base di economia italiana di grande solidità, non a caso l’Italia è la terza economia dell’Ue ed è la seconda manifattura d’Europa». Ha poi aggiunto: «Credo il governo stia presentando ciò alla Commissione europea per dimostrare che i conti saranno in ordine, le indicazioni sono rassicuranti e non vi sia motivo per aprire una nuova infrazione».Ed ha avuto ragione!

Le parole del Commissario Pierre Moscovici

L’Unione europea ha dato fiducia il nostro paese. Il commissario Europeo Pierre Moscovici, commenta così la decisione: “Avevamo posto tre condizioni: dovevamo compensare lo scarto per il 2018, quello del 2019 da 0,3 e ottenere garanzie sul bilancio 2020. Il Governo ha approvato un pacchetto che risponde alle nostre tre condizioni” e quindi “la procedura per debito non è più giustificata”. Del resto il  commissario Moscovici, è da sempre aperto al dialogo per la risoluzione dei problemi.

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