Depressione, bastano 35 minuti al giorno per ridurre i sintomi

Una nuova ricerca ha studiato la correlazione tra i sintomi della depressione e l'attività fisica

La depressione è una vera e propria malattia da non sottovalutare, nonostante molti credano che si tratti di una condizione passeggera. Proprio per questo, la comunità scientifica cerca sempre di trovare soluzioni per risolvere il problema o cercare di dare sollievo a chi ne soffre.

Alcuni ricercatori di Harvard presso il Massachusetts General Hospital, hanno condotto uno studio su pazienti affetti da depressione, compresi coloro con la predisposizione genetica, ed hanno scoperto che poco più di mezz’ora al giorno di esercizio fisico è sufficiente a tenere a bada la depressione (ovviamente nel contesto di un supporto costante di un esperto e di un piano terapeutico adeguato).

Lo sport, infatti, è in grado di apportare benefici psicologici oltre che fisici; proprio per questo il team che ha promosso tale ricerca ha pensato bene di analizzare gli effetti dell’attività sportiva sui soggetti affetti da depressione.

Lo studio dei ricercatori di Harvard correlazione depressione-attivitá fisica

I ricercatori hanno preso in analisi 8000 pazienti iscritti all’Healthcare Biobank, estrapolando i dati di coloro ai quali è stata diagnosticata la depressione oppure per i quali è stato constatato un rischio di depressione, correlato anche a fattori genetici.

I dati dei pazienti sul rischio di depressione sono stati confrontati con quelli relativi all’attività fisica praticata quotidianamente dal paziente. I risultati della ricerca hanno portato gli scienziati a poter affermare che circa 4 ore settimanali (35 minuti al giorno) di esercizi, anche a bassa intensità, riducono del 17% la possibilità che si verifichi un caso di depressione.

Karmel Choi, l’autore principale dello studio, ha  infine affermato: “I nostri risultati suggeriscono in modo evidente che, quando si tratta di depressione, essere fisicamente attivi aiuta a neutralizzare il rischio di futuri episodi in individui che sono geneticamente vulnerabili

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