Con il dimensionamento scolastico ogni anno gli Enti locali, in particolare le regioni, razionalizzano e programmano la rete scolastica seguendo le direttive legislative, e anche economiche dettate dal Governo, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.
Dimensionamento scolastico, dal 1998 una lunga storia legislativa, anche a causa dei tagli
Come le regioni si devono organizzare per programmare gli istituti scolastici del territorio è descritto in parte nell’articolo 138 del D.Lgs. 112/98, e dalla riforma della Legge costituzionale 3/2001.
Dal 2011 a queste prime leggi di base, si sono aggiunte altre regole sul dimensionamento scolastico. Il risultato è che le scuole troppo piccole non vengono riconosciute nella loro autonomia, quindi vengono integrate o accorpate ad altri istituti.
Come abbiamo scritto, negli ultimi anni tra leggi di stabilità e altre riforme, sono state emanati diversi cambiamenti sul dimensionamento scolastico. Orizzontescuola.it racconta quello che avverrà nel 2021 con la nuova Legge di Bilancio, promossa alla Camera ma che deve ancora passare al Senato.
Meno studenti negli istituti scolastici, ecco come cambiano i numeri con la nuova Legge di Bilancio
La nuova Legge di Bilancio, che deve passare al Senato, prevede l’abbassamento del numero di studenti necessari alle scuole per essere considerate tali e non essere aggregate con altri Istituti locali.
Per il 2020/2021 si passa da 600 studenti a 500 per poter avere un dirigente scolastico o un Direttore dei Servizi Generali Amministrativi. Nei comuni montani il numero è ancora più piccolo, da 400 ora si è passati a 300 studenti richiesti.
Cosa significa questo in tempi di pandemia?
Se le scuole possono organizzarsi avendo un numero più piccolo di studenti, vuol dire che per loro aumenta la possibilità di gestirsi autonomamente anche se piccole. Possono avere un proprio capo di istituto o dirigente, l’autonomia infatti è un elemento importante in un periodo di emergenza dove l’organizzazione dei servizi e della didattica è legata anche ai trasporti, alla velocità burocratica e organizzativa, dai docenti alla parte tecnica professionale che supporta l’interno di ogni scuola.











