Salute

Diminuire il sale sgonfia e abbassa la pressione

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Spesso nella nostra alimentazione quotidiana siamo portati ad usare il sale in modo eccessivo. Quasi tutti gli alimenti di consumo giornaliero, infatti, contengono quantità di sodio che si addiziona a quella del sale. Ciò provoca delle problematiche di salute come l’ipertensione.

Perché il sale fa male?

L’organizzazione mondiale della sanità invita più volte la popolazione a tenere sotto controllo la quantità di sale assunta. Questo perché il sodio eccessivo sovraccarica i reni, organi impegnati nell’eliminazione delle tossine.

Una delle conseguenze è la ritenzione idrica, che causa gonfiore addominale, alle gambe e affaticamento. Di contro, la riduzione nel sale nella propria dieta quotidiana aiuta a tenere sotto controllo questi problemi.

Si può constatare di aver esagerato con il sale se si ha una sete eccessiva. Questo accade generalmente quando si consumano degli alimenti notoriamente salati, come i formaggi (ad esempio il pecorino) oppure il prosciutto crudo.

Come ridurre il sale nell’alimentazione?

Per tenere sotto controllo la quantità di sale che si assume giornalmente, quindi, bisogna controllare bene le etichette dei prodotti. Un ulteriore consiglio è quello di trovare delle alternative al sale, come le spezie e gli aromi. Questi ingredienti conferiscono un gusto ai piatti rendendo il sale superfluo.

Gli esperti della fondazione Veronesi, inoltre, consigliano di limitare anche il sale nell’acqua di cottura della pasta. Per rendere il gusto del sale più intenso, e quindi non doverne aggiungere più del dovuto, si può ricorrere ad un trucchetto. Basterà infatti salare la pasta a metà cottura.

Un ulteriore fonte di sale eccessivo sono i salumi e gli insaccati. Andrebbero consumati massimo due volte a settimana, meglio se prosciutto cotto a basso contenuto di sodio oppure alimenti a base di pollo o tacchino. Anche l’acqua in bottiglia ha un’etichetta che spesso non viene letta. La quantità di sodio nell’acqua infatti va controllata.

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