Distributore di cibo per randagi in cambio di plastica riciclata

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In Turchia già da tempo si sperimenta un modo nuovo di tutelare l’ambiente: gettando i contenitori di plastica da riciclare in uno speciale distributore in strada, si ha in cambio acqua e cibo per i cani randagi.

Un modo intelligente di prendersi cura delle proprie città, reso possibile dalla ditta Pugedon, che ha installato ad Istanbul, ormai già da quattro anni, dei distributori, il cui funzionamento è, allo stesso tempo, semplice, economico e, soprattutto, funzionale al problema randagismo che in questo Paese tocca punte molto alte.

Infatti si stima che nella sola capitale turca siano presenti oltre centocinquantamila animali randagi, tra cani e gatti. Un numero considerevole, quindi, di pet, che vagano per le strade e che, se non possono avere un padrone, con questo stratagemma possono, però, almeno ottenere di che sfamarsi.

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Il funzionamento del distributore si basa sullo scambio tra plastica e cibo, praticamente a costo zero, dal momento che i contenitori riciclati coprono per intero l’acquisto dei pasti dei randagi. Ogni cittadino, perciò, può introdurre nella parte alta del distributore la sua bottiglia da gettare via e ritirare, poi, in quella bassa il cibo per gli animali.

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Una scelta etica quella turca, che ha consentito anche di non far abbattere i randagi, così come aveva stabilito una legge governativa del 2011, a seguito delle migliaia di proteste sollevate dagli abitanti contro la sempre crescente presenza di randagi, possibili fonti di malattie e cause di incidenti.

Quell’anno gli animalisti, scesi in piazza a difesa dei nostri amici a quattro zampe, hanno ottenuto il blocco dell’emendamento e lo spostamento della politica piuttosto sul tema delle sterilizzazioni e delle vaccinazioni, così da tentare di ridurre il numero di presenze di randagi in strada e la trasmissione delle malattie.

Oggi, il distributore di cibo è riuscito ad andare anche oltre, provvedendo al sostentamento degli animali e, allo stesso tempo, implementando anche la raccolta differenziata da parte dei cittadini.

Sarebbe importante che un tale modello di civiltà venisse riproposto anche in altri Paesi. Le recenti vicende delle Olimpiadi in Russia, ma precedentemente anche gli Europei di calcio in Ucraina, hanno mostrato agli occhi del mondo quanto il problema del randagismo non sia un fenomeno isolato, ma condiviso da molte città.

La risposta lampo di abbattere tutti i cani e gatti, che in qualche modo deturpano la bellezza delle strade cittadine, quando si accendono i riflettori di tutto il pianeta su di queste, non può di certo essere la risposta.

Siamo sempre di fronte ad “emergenze rifiuti“, ma anche ad “emergenze randagismo“, due tematiche che occupano ore ed ore di programmazione dei nostri telegiornali in ogni periodo dell’anno. Se, dunque, si provasse anche altrove ad utilizzare questo distributore, forse si vivrebbe meno in emergenza e più in sintonia con l’ambiente circostante.